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Mamma e figlia avvelenate, c’è la svolta: cosa si è scoperto sulla ricina. Tirati in mezzo anche quelli

Le audizioni: cosa chiariranno Gianni Di Vita e la figlia maggiore

Tra i prossimi passaggi dell’inchiesta è previsto l’ascolto di Gianni Di Vita, chiamato a ricostruire con precisione chi fosse presente ai pasti, quali alimenti siano stati serviti e chi avesse accesso a cucina, dispensa e frigorifero. Le sue dichiarazioni serviranno anche a mappare la rete di contatti e le abitudini legate allo scambio di regali natalizi, inclusi eventuali cesti o prodotti artigianali.

Successivamente sarà sentita anche Alice, la figlia maggiore, che non ha consumato almeno uno dei pasti finiti sotto osservazione. Secondo quanto ricostruito, la sera del 23 dicembre la ragazza sarebbe uscita a mangiare una pizza con gli amici, circostanza che potrebbe averla tenuta lontana dall’eventuale esposizione. Anche la sua testimonianza è considerata importante per chiarire cosa sia stato preparato e consumato in casa, e quali alimenti fossero disponibili in quei giorni.

Accertamenti tecnici e prossimi passi dell’inchiesta

Il cuore dell’indagine, in questa fase, è l’attività tecnico-scientifica: analisi di campioni, verifiche su residui e controlli su alimenti e contenitori. L’eventuale esclusione di un rilascio lento della ricina, riferita da fonti citate dal Corriere della Sera, impone un approfondimento sulla possibile dinamica di assunzione: tempi ravvicinati, concentrazioni e compatibilità con i sintomi registrati.

Gli investigatori proseguono inoltre con l’acquisizione di informazioni utili a ricostruire la sequenza completa degli eventi: chi ha partecipato ai pranzi e alle cene, quali piatti sono stati serviti, come sono stati conservati gli alimenti e quali regali gastronomici siano stati aperti e consumati. Ogni riscontro, per essere utilizzabile, deve risultare coerente con le testimonianze e con gli elementi oggettivi raccolti.

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