Sinner-Djokovic, la profezia finale di Bertolucci
E poi c’è la sfida che tutti aspettano. Dopo gli ultimi eventi del circuito, il confronto tra Sinner e Djokovic rappresenta molto più di una semifinale: per l’azzurro è l’occasione di consolidare il suo ruolo ai vertici del tennis mondiale, per il serbo l’ennesima dimostrazione di longevità e competitività ai massimi livelli.
Bertolucci è tornato anche sul precedente di Melbourne: «A Melbourne Sinner non giocò bene e perse davvero per due punti con un Djokovic fenomenale, conquistando più punti e non sfruttando una marea di palle break». Un ricordo che, a suo giudizio, può diventare un vantaggio: «No, non credo. Anzi, può aiutarlo».
La chiave tecnica, secondo l’ex campione azzurro, sarà il servizio: «Abbiamo visto un ottimo Sinner da quel punto di vista, ormai è un’arma clamorosa». Ma il nodo resta la capacità di alzare il livello nei momenti decisivi, quella qualità che distingue i grandi campioni.
Solo a questo punto arriva la previsione che i tifosi aspettavano: «Sì, entra in campo da favorito. Però deve avere un rendimento all’altezza. Non gioca contro Kecmanovic, questo è il concetto. Dall’altra parte c’è uno che sa come si vince e sa che cosa deve fare per vincere. Poi bisogna vedere se sarà ancora in grado di attuarlo». Parole che, senza sottovalutare Djokovic, indicano chiaramente Sinner come l’uomo da battere nella semifinale di Wimbledon.