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Trump sulle sanzioni alla Russia: “Torneranno appena finirà la crisi”. Guerra Iran, coalizione per Hormuz

Conflitto in Medio Oriente tra Iran, Stati Uniti e Israele: sviluppi e dichiarazioni di Trump

Il conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele registra nuovi sviluppi e si estende su più fronti in Medio Oriente. Nelle ore notturne sono state segnalate esplosioni a Teheran e l’attivazione di allarmi aerei in Israele. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno diffuso rivendicazioni di attacchi contro obiettivi israeliani e contro basi americane tra Iraq e Kuwait. Sul piano diplomatico e strategico, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato l’impegno di più Paesi per la sicurezza dello Stretto di Hormuz e ha confermato che le sanzioni alla Russia verranno ripristinate al termine della crisi energetica legata alla guerra.

Richiesta del Centcom: nuove risorse per l’operazione “Epic Fury”

Il Centcom, Comando centrale delle forze armate statunitensi con sede in Florida e competenza sull’area mediorientale, ha trasmesso al Pentagono una richiesta di ulteriori “risorse” per sostenere l’attività operativa dopo circa 100 giorni di guerra. Secondo quanto riferito, i vertici militari impegnati nell’operazione “Epic Fury” avrebbero sollecitato un incremento di personale, mezzi ed equipaggiamenti. L’eventuale stanziamento, in base alle informazioni disponibili, comporterebbe nuove spese per decine di miliardi di dollari, che si aggiungerebbero agli 11,3 miliardi indicati come costi sostenuti nei primi sei giorni del conflitto.

Minacce dei Pasdaran contro Netanyahu: “braccare e uccidere”

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno rivolto minacce dirette al premier israeliano Benjamin Netanyahu. In un comunicato diffuso dall’agenzia Fars, i Pasdaran hanno dichiarato l’intenzione di “braccare e uccidere” Netanyahu, indicato come responsabile degli attacchi contro l’Iran e contro obiettivi collegati a Teheran nella regione. Nella stessa nota, viene sostenuto che l’incertezza sul destino del leader israeliano rappresenterebbe un segnale di crisi, mentre viene ribadita la volontà di proseguire nella ricerca “con tutte le loro forze”.

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