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“Sì è di Sempio”. Svolta Garlasco, l’avvocata Taccia conferma tutto: per 19 anni è rimasto sepolto

Il caso Garlasco continua a essere oggetto di attenzione per gli sviluppi investigativi che, a distanza di anni, stanno portando a nuove verifiche e a una diversa lettura di alcuni elementi. L’omicidio di Chiara Poggi resta al centro di un percorso giudiziario complesso, nel quale ogni accertamento può incidere sulla ricostruzione dei fatti.

Nelle ultime settimane, gli inquirenti hanno avviato ulteriori approfondimenti su elementi e ricostruzioni che potrebbero modificare l’attuale quadro dell’indagine. L’attenzione non riguarda soltanto quanto avvenuto all’interno dell’abitazione, ma anche possibili movimenti all’esterno, con particolare riferimento al tragitto che l’autore del delitto potrebbe aver percorso per allontanarsi senza essere notato.

Andrea Sempio al centro della nuova indagine sul caso Garlasco
L’avvocata Angela Taccia durante le dichiarazioni sul caso Garlasco

Nuovi accertamenti sul caso Garlasco e sopralluoghi vicino alla villetta

Nell’ambito della nuova fase investigativa, il nome di Andrea Sempio è entrato al centro degli approfondimenti, mentre quello di Alberto Stasi risulta al momento esterno all’attuale ricostruzione accusatoria. Secondo l’impostazione della Procura, Sempio avrebbe ucciso Chiara Poggi dopo un presunto approccio sessuale respinto dalla giovane; una tesi che necessita di ulteriori riscontri.

Per questo, i legali dell’indagato hanno svolto nuovi sopralluoghi nei pressi della villetta della famiglia Poggi, concentrandosi in particolare sull’area posteriore dell’abitazione, dove si ipotizza un possibile passaggio del responsabile. “Abbiamo dedicato un po’ di tempo a valutare e capire ipotesi di spostamenti — ha spiegato l’avvocato Angela Taccia — anche dal retro della villetta. Torneremo e andremo anche tra i rovi”.

Il mini iPhone attribuito a Andrea Sempio: un elemento rimasto ignoto per 19 anni

Nel corso degli accertamenti è emerso un nuovo elemento che, secondo quanto riferito, non era stato conosciuto per 19 anni: un mini iPhone riconducibile a Andrea Sempio. Il dispositivo, indicato con una capacità di circa 40 GB di memoria, potrebbe contenere dati utili a chiarire alcuni aspetti rimasti finora in ombra.

La difesa, informata del ritrovamento, è ora in attesa degli esiti delle analisi. I tempi tecnici per l’esame del contenuto sono indicati in diversi mesi e il quadro complessivo, secondo quanto riportato, non dovrebbe essere disponibile prima della fine di settembre.

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