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Enrico Mentana, il dramma del lutto di una persona a lui cara: uccisa da un male devastante

Enrico Mentana ha parlato di un evento che lo ha segnato e che non aveva mai rivelato prima: un lutto. Una persona a lui cara è stata uccisa da un male devastante. Mentana ha denunciato una situazione di disagio che era molto comune, già negli anni ’80. Ecco di cosa si tratta.

Enrico Mentana lutto

Enrico Mentana lutto: il dramma della perdita di una persona cara

Il famoso giornalista ha commentato un post su Instagram di Leonardo Pieraccioni, dove il regista aveva dato una sua opinione sul documentario di Netflix San Patrignano Luce e Tenebre. Il conduttore di Tg La7 ha voluto dire la sua a proposito dell’importanza di salvare coloro che si trovano in un tunnel senza uscita: quello della dipendenza. “Uno dei miei amici più cari fu ucciso dall’eroina“, ha scritto, lasciando davvero tutti senza parole.

“Allora, negli anni 80, la sua diffusione era devastante“, ha ricordato Mentana. In questi anni infatti “i giardini di ogni quartiere di Milano erano centri di spaccio, i prati disseminati di siringe”. Non solo Milano, tra l’altro. Secondo il giornalista il lavoro che ha svolto Vincenzo Muccioli, l’imprenditore che ha fondato la Comunità di San Patrignano fu un faro di speranza per molti. Ma a quei tempi non era visto come tale. “Credo che abbia salvato molte più vite di tanti eroi osannati. Ricordo per quanti genitori disperati, per quante mamme picchiate e derubate da chi avevano messo al mondo San Patrignano fu l’ultima speranza, e la salvezza”.

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L’indifferenza dello Stato nei confronti di chi ha dipendenze

“Allora lo stato non faceva NULLA per il recupero dei tossicodipendenti – ha denunciato Mentana, riferendosi agli anni ’80 -, e quella di Muccioli era l’unica comunità laica, insieme alle prime dei “don” più coraggiosi. Andrebbe ricordato con gratitudine dalla nazione. Il resto è fiction.” Secondo il giornalista bisognerebbe aiutare maggiormente coloro che soffrono a causa di una dipendenza e anche oggi si potrebbe fare molto di più e invece si fa ancora troppo poco.

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