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Covid, la Variante Omicron sfugge ai tamponi rapidi: ecco cos’hanno scoperto

Per individuare il virus del Covid-19 esistono tre tipi di test. il primo è quello molecolare ed evidenzia la presenza di materiale genetico (RNA) del virus. È quello più affidabile e viene eseguito su un campione prelevato con un tampone a livello naso/oro-faringeo. Il secondo tipo è quello antigenico rapido ed è basato sulla ricerca di proteine virali (antigeni). Infine, c’è il test sierologico che evidenzia la presenza di anticorpi contro il virus. In queste ultime ore, analizzando la variante Omicron, gli esperti hanno scoperto che essa sfugge ai test rapidi. Vediamo nel dettaglio quanto dichiarato da Guido Rasi, consulente del commissario per l’emergenza Covid Francesco Figliuolo e del direttore scientifico di Consulcesi. (Continua dopo la foto)

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Covid, la Variante Omicron sfugge ai tamponi rapidi: ecco cos’hanno scoperto

Stando agli ultimi studi sul Covid, Guido Rasi ha dichiarato che nel caso dei tamponi rapidi il 50% dei risultati negativi è un falso negativo poiché la variante Omicron sembra non rintracciabile in maniera efficace dal tampone rapido. Inoltre, Rasi ha dichiarato che poiché la variante Omicron rimarrà predominante nei casi di Covid-19 i tamponi antigeni rapidi rischiano di diventare inutili. Il consulente ha aggiunto che secondo lui “è fondamentale che tutti gli operatori sanitari continuino a tenersi aggiornati sull’evoluzione del virus e sulle conoscenze dal punto di vista diagnostico e terapeutico su tutte le nuove varianti poiché sono in continua evoluzione”. Alla stessa conclusione è giunta anche da Food and drug administration (Fda). Stando a quanto emerso dai primi studi sui tamponi rapidi e variante Omicron, si è riscontrato che circa il 40% delle persone positive è risulta in realtà negativa al test rapido. Ciò accade quasi una volta su due. (Continua a leggere dopo la foto)

Draghi annuncia la fine dello stato di emergenza

Nessuna proroga dello stato di emergenza dopo il 31 marzo 2022, stop alle quarantene da contatto a scuola e fine dell’obbligo di mascherina all’aperto in ogni caso. Quindi si restringerà “gradualmente” il campo di utilizzo del Green pass rafforzato all’aperto, ad iniziare da spettacoli e sport. Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha dichiarato: «Il governo è consapevole del fatto che la solidità della ripresa dipende prima di tutto dalla capacità di superare le emergenze del momento. La situazione epidemiologica è in forte miglioramento, grazie al successo della campagna vaccinale, e ci offre margini per rimuovere le restrizioni residue alla vita di cittadini e imprese». Poi ha dichiarato che l’intenzione del Governo è quella di  “non prorogare lo stato d’emergenza oltre il 31 marzo”.  

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