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Vladimir Putin, le parole di Marco Travaglio sul presidente russo: “Sicuri che non sia già morto?”

Da quando ha avuto inizio la guerra in Ucraina, in molti hanno iniziato ad attribuire a Vladimir Putin una qualche malattia o disturbo che spiegasse il perché del suo attacco agli ucraini. Marco Travaglio ha commentato quello che scrivono i giornali sul presidente russo.

Marco Travaglio su Putin: “Ma siamo poi sicuri che non sia già morto?”

Il presidente russo è diventato il simbolo della guerra in Ucraina. La sua malvagità però può essere spiegata solo da una sorta di malattia che possiamo trovare nei “bollettini medici che affiancano quelli militari sui giornaloni“. Marco Travaglio ha voluto ironazzare su tutto quello che si dice del presidente russo, aldilà della guerra. “Putin ha le ore, anzi i minuti contati”. Questa è l’idea che trasmettono i giornali di fama nazionale, ha sottolineato il direttore de Il Fatto Quotidiano.

Il Corriere della Sera, per esempio, ha scritto che Putin è “folle: nella sua mente una realtà parallela”. Ci vanno giù pesante anche quelli della Cnn che hanno affermato che lo zar è “impazzito, gli resta un anno o forse tre”. Anche La Stampa non si arrende all’idea che Putin abbia un qualche morbo che lo porta al “delirio”. E anche Repubblica ha scritto: “Cancro alla tiroide, visitato 135 volte da un oncologo”. Travaglio ha voluto prendere in giro tutte queste teorie fasulle e che non hanno ricevuto mai alcun tipo di conferma. “Gli mancano: l’alopecia, sennò lo invitavano agli Oscar; l’uveite, per non ingelosire Silvio; la filossera e l’allergia all’ossigeno, perché non ama Woody Allen. Ma siamo poi sicuri che non sia già morto?”.

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Marco Travaglio, la bufala della missione di spionaggio russa in Italia

“Sulle migliori gazzette va fortissimo una deduzione: siccome i russi hanno invaso l’Ucraina, la loro missione sanitaria in Italia dal 22.3. 2020 per aiutarci contro il Covid era spionaggio”. La notizia risale alla settimana scorsa. I militari russi erano approdati in Italia per aiutare durante la pandemia, ma in molti ora sospettano che il vero obiettivo fosse una missione di spionaggio. “L’obiettivo – scrive Repubblica – non era aiutare gli italiani”, era “un’operazione di intelligence” per “acquisire tutte le informazioni sul virus e i metodi per contrastarlo”.

Anche in questa occasione Travaglio aveva demolito le ipotesi dei quotidiani nazionali. “Forse gli spioni cercavano la variante bergamasca del Covid, utilissima per combattere quella russa”. Il direttore del Fatto cita anche Il Foglio che – a suo dire – “aggiunge orrore all’orrore”. Quale? “La Bellanova ‘non fu coinvolta’ da Conte e Guerini, sennò avrebbe sgamato la cosa, con l’astuzia contadina tipica degli ex braccianti”. Per Travaglio non resta ora che attendere “lo sviluppo più agghiacciante della spy story: i russi della missione russa parlavano russo”.

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