Le dichiarazioni su De Gregori e il tema dei “dubbi” nell’arte
Nel dialogo con il quotidiano, il cantautore ha commentato anche le recenti parole di Francesco De Gregori, spiegando di riconoscersi nel senso generale del concetto espresso.
“Ero in giro per l’Europa e ho letto di qualche battibecco. Ma non ho avuto neanche il tempo di capire, onestamente. Voglio essere serio ma, sempre di più, faccio ironia perché spero sempre che i doppi sensi possano arrivare. Vedo che purtroppo, invece, la gente si prende ancora molto sul serio e quindi faccio fatica. Un disco di Bob Dylan si chiamava “Contengo Moltitudini”, che vuol dire contengo tanti dubbi. E se sei una persona sensibile, un’artista, hai continuamente dei dubbi. Io ce li ho quotidianamente, mi metto in dubbio. Per cui contengo moltitudini, come ha detto De Gregori. È bellissimo e mi ci ritrovo. Poi con Francesco abbiamo scritto delle cose molto belle, ci siamo frequentati, ci conosciamo bene, abbiamo suonato dal vivo. Non oserei mai contraddirlo in pubblico. E ci vuole molta competenza per parlare di questo concetto che ha espresso De Gregori, così come parlare di certi argomenti che ha trattato Guccini o che esprimeva De André“.
Giovani artisti citati da Zucchero: Salmo, Marracash e Blanco
Parlando della scena più recente, Zucchero ha indicato alcuni nomi che apprezza, soffermandosi in particolare su Salmo e sul tema dei linguaggi utilizzati nei testi.
“Salmo musicalmente non lo conosco così a fondo, ma ho letto i testi, ci conosciamo, abbiamo fatto anche due o tre live insieme. È una persona che scrive in modo ovviamente giovane, che usa un linguaggio molto attuale, ma dove io mi ci riconosco. Forse Salmo è un po’ più pesante, ma sono anche altri tempi. Io già con “Pippo che c*o fai?” la discografia mi diceva: “Ma non puoi cambiare in ‘Pippo che cosa fai?'”. Oltre a Salmo, mi piacciono molto anche Marracash e Blanco**”.
Nobel per la Pace a Lampedusa e il riferimento a Trump
Nell’intervista è stato affrontato anche il tema della proposta, sostenuta da Dacia Maraini, di assegnare il Nobel per la Pace al popolo di Lampedusa.
“Per me va benissimo, è giusto. Basta che non lo diano a Trump“, ha affermato.
Il ricordo dell’incontro con Miles Davis
Tra i passaggi dedicati alla carriera internazionale, Zucchero ha rievocato l’incontro con Miles Davis, descrivendolo come uno dei momenti più significativi del proprio percorso artistico.
“Stavo cercando di recuperare il matrimonio. Mi hanno chiamato alle 4 di notte, pensavo fosse uno scherzo. Poi alla fine ho dovuto decidere. Tanto il matrimonio era già rovinato, e quindi ho deciso di andare da Miles Davies“, ha raccontato.
Ha quindi ricordato le prime fasi della collaborazione e il clima durante la registrazione.
“Sentivo dire: “Davis ha un carattere insopportabile, è difficilissimo, odia i media, odia tutto, è insopportabile”. Ma finché si registrava era piuttosto freddo. La prima volta che l’ho incontrato si era presentato vestito di pelle nera, occhiali neri. Non era certamente di Bolzano: è arrivato così e mi ha freddato subito, perché stavo suonando un pianoforte. Avevo scritto una tonalità in “si minore”. E lui, appena entrato nella stanza, neanche ha detto “Ciao, buonasera, come va? Mi fa “Stai suonando le note sbagliate”. Poi, appena stavo per andare in regia, mi ferma e mi fa: “Rimani qui, ho bisogno della tua energia”. Finito il brano gli ho detto “Maestro, quale versione devo tenere delle cinque fatte?”. “Forse l’ultima, perché è più nell’aria. Non prendere le note sbagliate”, mi ha risposto“.
Nuovo album: le difficoltà dopo oltre 350 canzoni scritte
Guardando ai prossimi impegni, Zucchero ha confermato di stare valutando l’idea di un nuovo progetto discografico, spiegando la complessità del tornare in studio dopo una produzione così ampia.
“Ci ho pensato molto perché, dopo che hai scritto più di 350 canzoni, tra le mie e quelle che ho scritto per gli altri, fare un album dopo tutti questi brani è molto difficile. Come diceva Pavarotti “Devi giustificare il fatto che hai avuto successo”. Bisogna mantenere il successo. E ce la puoi fare con l’aiuto dei giornali, dei social. Se esci con un album sai che venderai poco perché nessuno vende più. C’è poco da fare, per fare un album con almeno 8-9 brani servono i cogl*i**”.