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“Piazzapulita”, il generale Vincenzo Camporini gela lo studio: “Siamo già in guerra”

Il generale Vincenzo Camporini, ex Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica e della Difesa, ha parlato della guerra in Ucraina durante la puntata di ieri, giovedì 14 aprile, di “Piazzapulita”. La guerra che Putin ha intrapreso poteva durare poco, ma i soldati russi hanno trovato la resistenza del popolo ucraino. I combattimenti si stanno intensificando: il presidente russo ha aumentato gli attacchi perché contrariamente si rischia di entrare in una situazione di stallo. E anche l’Italia è in guerra, fornendo le armi all’Ucraina.

Piazzapulita Vincenzo Camporini

“Piazzapulita”, Vincenzo Camporini sulla guerra in Ucraina

“La mia impressione è che l’operazione in Ucraina era considerata così facile da concludersi, come aveva detto Putin, in 48 ore. Sarebbe quindi bastata una ‘passeggiata’ di truppe terrestri per costringere alla capitolazione Kiev. Invece da parte dell’Ucraina c’è stata una resistenza superiore a quello che ci si attendeva ed è ecco quindi il ricorso all’Arma aerea, bombardamenti, artiglieria pesante e missili di tipo Grad”. La guerra in Ucraina quindi, secondo il generale Vincenzo Camporini, ospite di Corrado Formigli a Piazzapulita su La7, è destinata a continuare.
Tuttavia non si tratta solo di una guerra tra due Paesi. “Anche noi siamo belligeranti, non c’è il minimo dubbio. Siamo in guerra non con le armi in pugno, ma fornendo le armi e tutto il supporto possibile a chi invece si sta difendendo da questa aggressione. Un’aggressione di una certa parte del mondo contro la visione del mondo nostra, quella di poter essere seduti qui intorno a discutere con opinioni diverse”. Secondo Camporini la guerra è una battaglia fra democrazia e dittatura e inevitabilmente, c’entriamo anche noi.

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L’opinione di Riccardo Sessa sulle parole del generale Camporini

L’ambasciatore Riccardo Sessa, anche lui nello studio di Corrado Formigli. L’ambasciatore ha commentato i sondaggi secondo cui la maggioranza degli italiani vuole la pace ed è contraria al fornire armi al governo di Volodymyr Zelensky. Riccardo Sessa è convinto che mandare armi in Ucraina serva perché la guerra si possa concludere nel modo giusto: ossia con la sconfitta della Russia. “Bisogna armare l’Ucraina perché la guerra finisca in un certo modo. Sono convinto che le persone interrogate non hanno chiaro il quadro: la guerra non può che finire con la sconfitta di Putin, non ci sono salti su questo argomento. Deve vincere la libertà e la democrazia contro la tirannia di Putin. E’ sbagliato presentare questa guerra come una guerra tra Biden e Putin, tra la Nato e Putin. Non è così!”.

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