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Caos, veleni e una pioggia di gol: ai Mondiali è successo di tutto!

Il primo tempo: vantaggio immediato, pareggio e nuova accelerazione

Il Belgio ha sbloccato la partita dopo nove minuti: su un cross preciso di Trossard, De Ketelaere ha anticipato Tim Ream e ha firmato l’1-0. L’avvio ha evidenziato le difficoltà degli Stati Uniti nel difendere l’area sulle palle provenienti dagli esterni, con marcature non sempre tempestive e una linea arretrata che ha lasciato margini di attacco alle seconde palle.

La reazione americana è stata discontinua. Il pressing non ha avuto continuità, McKennie non è riuscito a incidere con la consueta presenza nelle zone centrali e Pulisic è rimasto spesso isolato, con pochi palloni puliti da gestire. Anche Balogun, al centro dell’attenzione nei giorni precedenti, ha ricevuto un numero limitato di palloni giocabili e ha faticato a trovare riferimenti tra i centrali belgi.

Intorno alla metà del primo tempo è arrivato l’episodio che sembrava poter cambiare l’inerzia: Balogun ha conquistato una punizione dal limite e Tillman ha trovato l’1-1, con una deviazione determinante di Vanaken che ha sorpreso Courtois. L’entusiasmo sugli spalti è cresciuto, ma la parità è durata poco: il Belgio ha colpito quasi subito, ancora con Trossard nel ruolo di rifinitore e ancora con De Ketelaere, che di testa ha punito le disattenzioni della retroguardia statunitense firmando il 2-1.

Il secondo gol ha avuto un peso specifico notevole perché ha ridotto l’effetto emotivo del pareggio e ha riportato la partita su binari favorevoli ai Diavoli Rossi. Da quel momento il Belgio ha gestito con maggiore sicurezza, imponendo tempi e ritmo e costringendo gli Stati Uniti a rincorrere senza riuscire a creare una pressione costante nell’ultimo terzo di campo.

La ripresa: errore decisivo di Freese e controllo belga

Nella ripresa Pochettino ha tentato di cambiare la gara con l’ingresso di Gio Reyna, alla ricerca di maggiore qualità tra le linee e di soluzioni in rifinitura. Gli Stati Uniti, però, hanno continuato a concedere troppo in fase di costruzione e nelle situazioni di transizione negativa. Il Belgio ha mantenuto un baricentro equilibrato, pronto ad approfittare di qualsiasi indecisione avversaria.

L’azione che ha indirizzato definitivamente l’incontro è nata da un grave errore del portiere Matt Freese, impreciso nella gestione di un pallone fuori area e superato nel momento del recupero. Il Belgio ha recuperato la sfera e De Ketelaere ha servito Vanaken, che ha realizzato con facilità il 3-1. Il gol ha certificato la superiorità belga sul piano della concentrazione e dell’efficacia, oltre a rendere ancora più complessa la rimonta per la nazionale statunitense.

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Nel finale, la situazione si è aggravata per gli Stati Uniti anche per l’infortunio di Pulisic, costretto a lasciare il campo. Sul fronte opposto, Garcia ha potuto alzare ulteriormente il livello delle rotazioni inserendo giocatori come Lukaku e Jérémy Doku, elementi in grado di mantenere intensità e profondità anche a gara avanzata. La gestione belga è stata ordinata: poche concessioni, linee compatte e controllo degli spazi a ridosso dell’area.

Balogun ha provato a rendersi pericoloso, ma ha trovato la risposta attenta di Courtois, che ha confermato affidabilità nei momenti in cui gli Stati Uniti hanno cercato di aumentare la pressione. Nel complesso, l’attaccante è rimasto ai margini dell’azione e non è riuscito a incidere nella partita più attesa, anche per merito di una fase difensiva belga solida e ben organizzata.

Il 4-1 nel recupero e la qualificazione ai quarti

Nel recupero è arrivata anche la rete del definitivo 4-1 firmata da Romelu Lukaku, che ha chiuso i conti e ha celebrato insieme ai compagni con una danza ironicamente ispirata a Donald Trump, richiamo inevitabile alle polemiche che avevano accompagnato la vigilia. Il gesto è diventato uno degli episodi più discussi del post-partita, in un contesto già segnato dal dibattito legato al caso Balogun e alle decisioni della Fifa.

Per il Belgio il successo rappresenta un passaggio di grande importanza: oltre al risultato, la prestazione ha evidenziato solidità collettiva, efficacia negli ultimi metri e una lettura matura degli episodi. La squadra di Rudi Garcia si presenterà ai quarti contro la Spagna con rinnovata fiducia e con indicazioni positive sia dall’undici iniziale sia dai cambi.

Gli Stati Uniti escono invece dal Mondiale 2026 con un’eliminazione pesante agli ottavi di finale, epilogo amaro per una nazionale che ambiva a un percorso più lungo davanti al proprio pubblico. La sconfitta si aggiunge alle eliminazioni degli altri Paesi organizzatori, Canada e Messico, confermando un quadro complesso per le nazionali ospitanti in questa edizione del torneo.

I punti chiave della partita

  • Belgio più efficace negli episodi decisivi, con due reti di De Ketelaere e un controllo costante dei momenti della gara.
  • Scelte iniziali di Rudi Garcia premiate, con una formazione più dinamica nonostante le iniziali esclusioni di De Bruyne e Lukaku.
  • Per gli Stati Uniti pesano gli errori difensivi e, soprattutto, la disattenzione che porta al 3-1 dopo l’errore di Freese.
  • Balogun poco incisivo, in una partita preceduta da polemiche legate alla decisione della Fifa sulla sua squalifica.
  • Nel finale, l’infortunio di Pulisic riduce ulteriormente le opzioni offensive americane.

Con questa vittoria, il Belgio prosegue il proprio cammino nel Mondiale 2026 e si prepara a un quarto di finale di alto profilo contro la Spagna, mentre per gli Stati Uniti resta il rammarico di non aver trasformato il fattore campo e le ambizioni iniziali in un percorso da protagonista.

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