
L’ingresso dell’Italia nel Sei Nazioni: un sogno diventato realtà
Sotto la presidenza di Dondi, la Federazione Italiana Rugby ha ottenuto un risultato epocale: l’ammissione al prestigioso torneo del Cinque Nazioni, che nel 2000 è diventato Sei Nazioni con l’ingresso degli Azzurri. Questo traguardo ha sancito il riconoscimento dell’Italia tra le grandi potenze del rugby europeo, offrendo alla Nazionale una vetrina internazionale senza precedenti. Non solo: Dondi ha guidato l’ingresso della FIR nella Celtic League (oggi United Rugby Championship) e ha rappresentato l’Italia nel Comitato Esecutivo di World Rugby, un incarico mai più ricoperto da un dirigente azzurro. (Continua a leggere dopo la foto…)
Un’eredità indelebile nel rugby italiano
La scomparsa di Giancarlo Dondi lascia un vuoto incolmabile, ma il suo lascito rimarrà impresso nella storia del rugby italiano. In sua memoria, la Federazione ha disposto un minuto di silenzio su tutti i campi d’Italia nel weekend successivo alla sua morte. La sua visione e la sua determinazione hanno cambiato il volto del rugby azzurro, rendendolo protagonista su scenari fino ad allora inimmaginabili.
L’omaggio del presidente della Federazione Italiana Rugby
L’attuale presidente della Federazione Italiana Rugby, Andrea Duodo, ha espresso il suo cordoglio ricordando il grande contributo di uno dei suoi predecessori: “Giancarlo è stato una figura straordinaria, un maestro per tutti noi ed uno dei più grandi dirigenti nella storia dello sport italiano. Ha cambiato per sempre il modello del rugby nel nostro Paese, offrendo e applicando una visione all’avanguardia. Gli saremo per sempre riconoscenti e debitori per il contributo impareggiabile che ha dato alla Federazione, guidandola con un amore e una passione senza pari nel Terzo Millennio e in territori che nessuno prima di lui aveva esplorato”. Duodo ha anche annunciato le procedure per l’intitolazione della “Cittadella del Rugby” al dirigente parmigiano.