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“Come Anna Frank con Goebbels”. La bordata del noto politico alla Rai

«La rimozione di Orfeo era un atto dovuto, come amministratore. Lo rivendico: era giusto farlo. Un’azienda va governata». Così l’amministratore delegato della Rai, Carlo Fuortes, ha presentato in commissione di Vigilanza Rai le ragioni dello spostamento dell’ex direttore degli Approfondimenti, Mario Orfeo, al Tg3. «Negli scorsi mesi ho registrato una serie di criticità che sono sfociate nel mancato invio della documentazione indispensabile per la presentazione della programmazione del genere Approfondimento nei tempi previsti», la spiegazione già nota. Accanto al caso Orfeo si è discusso anche dei vari ospiti nei talk: il risultato un’audizione a dir poco infuocata, secondo i vari retroscena che circolano. (continua a leggere dopo la foto)

Orfeo

“Come Anna Frank con Goebbels”. La bordata del noto politico alla Rai

Stamani in Vigilanza le critiche sono piovute da tutte le parti soprattutto dal Pd. Andrea Romano sulla spiegazione relativa ad Orfeo ha dichiarato: «È francamente imbarazzante e per niente credibile. Raccontare che il responsabile degli approfondimenti non gode più della sua fiducia perché non ha consegnato un foglio, fa un torto alla sua intelligenza e alla dignità del Parlamento. La spiegazione che si ricava è invece un’altra. Prodotti nuovi, introdotti da Orfeo, sono stati varati per il futuro (penso alla striscia di Damilano, al programma di Zanchini etc) ma non si vuole in alcun modo intervenire sui programmi in essere, nonostante le dichiarazioni molto impegnative che lei ha reso di fronte al Parlamento». L’allusione alla volontà espressa da Fuortes di cambiare la formula dei talk show di prima serata e dunque in sostanza di «CartaBianca». «Nessuno vuole chiudere niente, tantomeno singole trasmissioni ma tornare alla materia originale dei talk, invece di risse continue», ha detto il presidente della Vigilanza, Alberto Barachini (Forza Italia). Secondo Romano la situazione del “pluralismo” si è fatta via via sempre più grave in Rai, al punto che, nel caso in cui gli odierni dibattiti si fossero tenuti negli anni ’40, «avremmo visto discutere Anna Frank con Goebbels». Una battuta questa pesantissima che l’esponente del Pd aveva fatto anche durante una sua recente ospitata ad “Un giorno da pecora” su Rai Radio1, attaccando i “pifferai” di Putin.

romano

Nel mirino “Cartabianca”, cosa si è detto

Chi ha preso le difese di «Cartabianca» è stato il M5s, che ha proposto un sondaggio sulla qualità dei programmi da somministrare ai cittadini. La Lega, invece, con Giorgio Bergesio, ha chiesto spiegazioni dello spostamento di Simona Sala dal Tg3 al day time. Michele Anzaldi di Italia Viva ha parlato di un peggioramento dell’informazione, che è stata sanzionata in materia di referendum e chiesto la rotazione degli ospiti nei talk show. Fratelli d’Italia ha messo nel mirino le produzioni esterne «appaltate a potentati» e la «guerra tra bande sul tema dei talk». Leu ha chiesto spazio nei Tg alle minoranze.

 

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