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“Non è l’Arena”, Alessandro Sallusti torna da Massimo Giletti dopo la bufera: cos’è successo

Alessandro Sallusti è tornato a “Non è l’Arena” dopo la bufera che era scoppiata la puntata precedente del 5 giugno. Il confronto era inevitabile: il direttore di Libero aveva lasciato il collegamento dal programma di La7 infuriato con Massimo Giletti. Sallusti era infatti in polemica col padrone di casa per non aver fatto delle domande serie e scomode agli ospiti del Cremlino. Ecco quindi che il giornalista ha fatto ritorno da Giletti: cos’è successo?

Non è l'Arena Alessandro Sallusti

Il confronto tra Massimo Giletti e Alessandro Sallusti a “Non è L’arena”

“Toglietemi questo Cremlino”, ha subito detto ironicamente Giletti, riferendosi alle critiche di Sallusti della scorsa puntata. “Volevo mettere il Colosseo, non vorrei che ci fossero problemi…”, ha detto il giornalista romano. A questo punto Giletti ha ringraziato il direttore di Libero per aver accettato il dialogo. “Per me è importante, perché tu quella sera hai fatto un’uscita molto forte e dura. Oggi ribadiresti che quel Cremlino è un palazzo di mer***?”. Ma Sallusti non ha cambiato idea e continua a sostenere che la Russia sia violenta. “Sì, assolutamente – ha infatti risposto il giornalista –. Perché in quel luogo oggi si sta decidendo di sparare su civili, donne e bambini, di affamare popolazioni, ma in un recente passato si sono architettate purghe e pulizie etniche. Quindi sì, non è un bel posto, è un posto sporco e che trasuda sangue da tutte le pietre”.

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La critica all’atteggiamento di Giletti

Poco prima dell’entrata in scena di Sallusti, Giletti aveva spiegato al pubblico perché ha scelto di condurre “Non è l’Arena” da Mosca. “Sono andato lì per farmi un’idea, giusta o sbagliata che sia. Io non voglio dare lezioni a nessuno, ma nessuno deve insegnare a me come fare le cose, soprattutto i colleghi che stanno nei palazzi. Qualcuno ha scritto che sono stato un po’ francescano perché non mi opponevo alla Zakharova, forse sì, però bisogna tenere in conto che il mio intento era dialogare”.

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