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Arriva la notizia bomba da Palazzo Chigi: “Mario Draghi si dimetterà”, cosa sta succedendo

È sempre più vicino il momento in cui il Governo eleggerà un nuovo presidente della Repubblica. Intanto Luigi Zanda, ex presidente dei senatori Pdlancia un avvertimento. “Mario Draghi si dimetterà”. E sembra che sarà proprio così.

draghi

Luigi Zanda, cosa succederà dopo l’elezione del Presidente della Repubblica

Mario Draghi si dimetterà. Non è una possibilità ma una certezza, una “ovvia banalità” e una “prassi istituzionale”. Così ha detto Luigi Zanda, deputato del Pd. “Se Draghi non va al Quirinale – ha ricordato l’ex presidente dei senatori Pd – dovrebbe presentare le dimissioni da presidente del Consiglio al nuovo presidente della Repubblica. È la prassi e dovrebbe farlo anche lui”.

Si tratta, ha spiegato il senatore, “di una ovvia banalità” che sta scritta nelle regole della Repubblica e che si è verificata ad ogni cambio della guardia al Colle. Zanda ha voluto puntualizzare la questione per ricordare a tutti che il rischio di crisi di governo e elezioni anticipate è alle porte. Nessuno può sentirsi al sicuro, seduto sulla propria poltrona. Se il voto dovesse rompere la attuale maggioranza, le dimissioni di Draghi non sarebbero più solo una formalità ma un obbligo, e il governo potrebbe saltare per aria senza possibilità di recupero.

L’incognita di Silvio Berlusconi

Al Governo si cerca un nome condiviso, che possa mettere d’accordo la maggioranza. Le eventualmente questo non accadesse, il Governo crollerebbe e gli italiani sarebbero chiamati a votare per comporne uno nuovo. Mario Draghi quindi è uno dei nomi papabili. È ancora attorno al silenzio di Silvio Berlusconi però, che si aggrovigliano le strategie sul Quirinale, a destra come a sinistra. “Il fatto che sia ancora aperta l’ipotesi di una sua candidatura complica il quadro”, ha ammesso il segretario del Pd Enrico Letta. Letta ha ripetuto più volte che non voterà un candidato di centrodestra.

La condizione posta dal Pd è quella di trovare un  “nome condiviso”, come ha spiegato Enrico Letta. Un nome che potrebbe ricomporre le fratture attuali nella maggioranza, riformulando la squadra e “lasciando intatta la componente politica con alcuni nuovi innesti al posto dei tecnici. Il prossimo presidente deve essere scelto con un accordo largo e trasversale. E non deve essere di parte: non voteremo un candidato di centrodestra”.

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