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“Chi sono veramente”. Testimoni di Geova: il lato oscuro della setta

I Testimoni di Geova sono una confessione religiosa di matrice cristiana che negli anni ha avuto una grande diffusione a livello mondiale. Anche in Italia sono una presenza rilevante: quanti di noi hanno sentito suonare al campanello di casa e una volta aperta la porta si sono sentiti dire: “Buongiorno, Testimoni di Geova”? (Continua a leggere dopo la foto)

I Testimoni di Geova non hanno però solo una fama da “scocciatori a domicilio”. Più volte negli anni la confessione è stata etichettata come una vera e propria setta, che considera i propri aderenti più come adepti che come fedeli. Regole rigide e metodi che ricordano più la coercizione psicologica e la sudditanza piuttosto che la fedeltà ad una confessione.

Dunque chi sono sono veramente i Testimoni di Geova? Perché vengono descritti come una setta? Quando nacquero in America nel 1870 i Testimoni di Geova si facevano chiamare “studenti biblici”, malgrado il loro fondatore Charles Taze Russell, non avesse alcuna preparazione nello studio dei testi sacri. I Testimoni di Geova hanno sviluppato negli anni il loro credo mediante le pubblicazioni della loro rivista ufficiale, “Torre di guardia”. (Continua a leggere dopo la foto)

Il credo di Geova dovrebbe in teoria rifarsi alla Bibbia. In realtà si tratta di un culto cristiano che si discosta parecchio dagli altri: non esiste la trinità e si nega la verginità della Madonna; l’inferno è “la comune tomba del genere umano, dove ogni attività cessa”. Inoltre, secondo il loro credo, quando ci sarà la fine del Mondo sopravviveranno solo i Testimoni di Geova, mentre verrà abbattuto il resto del “Mondo malvagio”. (Continua a leggere dopo la foto)

Fin qui tutto bene, o meglio, tutto abbastanza nella norma. Perché allora si parla dei Testimoni di Geova come di una setta?. Il dott. Claudio Forte ha stilato un elenco in sette punti sulla struttura teologica e sociale di questa organizzazione, dopo averne frequentato i membri per diverso tempo.

Ecco le prassi comportamentali, sette in tutto, che secondo Forte ed altri studiosi delle confessioni religiosi, fanno dei testimoni di Geova un’organizzazione del tutto assimilabile ad una setta:

  • le guide spirituali tendono ad assumere il controllo totale degli altri membri;
  • vengono usate tecniche di pressione psicologica;
    è imposto loro uno stile di vita molto rigido che tocca ogni ambito della vita pubblica e privata;
  • distorcono il significato di certi termini per adattarli al loro culto, critica mossa dai teologi anche riguardo alla loro traduzione della Bibbia; tutte le altre chiese vengono condannate senza appello;
  • ogni genere di critica è vista come un atto persecutorio;
  • si tende a prendere di mira nel reclutamento i soggetti più deboli e facilmente manipolabili;
    non esiste un modo pacato per uscire dall’organizzazione, subendo l’isolamento totale da parte degli altri membri, senza eccezioni per i rapporti famigliari. (continua a leggere dopo la foto)

Da oltre 40 anni esistono studi riguardanti casi di disordini mentali in diversi adepti di questa setta. Uno tra i più recenti del 2015 si concentra sulle conseguenze della “disassociazione”, ovvero il già citato isolamento del fuoriuscito dagli altri membri della comunità, parenti stretti inclusi

Secondo uno studio USA a cui fa riferimento Bergman, negli ospedali psichiatrici statali e privati e nelle cliniche di salute mentale nello Stato dell’Ohio dal 1972 al 1986 i Testimoni di Geova contavano un numero di ricoverati per problemi mentali da 10 a 16 volte superiore alla popolazione generale. Tutti quelli che si sono occupati di svolgere una analisi critica del culto non hanno potuto fare a meno di notare anche la presenza di casi di suicidio, correlati a problemi di convivenza all’interno della setta.