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Covid, Matteo Bassetti in rivolta: “Pronto a protestare”

Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova e ordinario di Malattie infettive all’università del capoluogo ligure, ha rilasciato un’intervista a Bruno Vespa nel ciclo ‘A cena con…’. L’infettivologo da qualche mese ha cambiato la sua posizione verso il Covid. Se prima prediligeva la prudenza, ora si è messo dalla parte di chi vuole andare avanti senza vedere il virus come un limite.

La protesta di Matteo Bassetti

“Se in autunno il Governo decidesse di imporre di nuovo le mascherine a scuola, e temo che lo faccia, mi metterei alla guida dei cortei di protesta”. Perché “dinanzi a una enormità del genere, se il Governo non fosse caduto, meriterebbe di cadere”, ha detto Matteo Bassetti. L’infettivologo aveva parlato qualche giorno fa anche del tema dell’isolamento per chi risulta positivo al coronavirus. “La quarantena a casa per gli asintomatici non ha più senso. Troviamo presto una soluzione o sarà troppo tardi – ha avvisato il medico -. Sono troppi i positivi che devono stare a casa in isolamento e alcuni servizi saltano. Alcuni ospedali vietano l’ingresso dei visitatori perché manca personale che è isolato a casa, ristoranti e alberghi faticano ad avere personale in quanto costretti all’isolamento forzato a casa, servizi pubblici ed essenziali come trasporti e pubblica amministrazione ridotti, ecc”. “Dove si vuole arrivare? A bloccare l’Italia in piena estate?”, aveva protestato Bassetti.

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I ricoveri continuano ad aumentare

In una settimana, dal 12 al 19 luglio, negli ospedali aderenti alla rete di Fiaso il numero dei pazienti è cresciuto del 17,1%. Si tratta dell’aumento più basso delle ultime tre settimane. Nella rilevazione del 12 luglio c’era stato un balzo del 35% e in quella del 5 luglio era stato registrato un aumento del 19%. Crescono, in particolare, i pazienti nei reparti Covid ordinari. Restano praticamente invariati invece i ricoveri nelle terapie intensive. Questo dimostra che le varianti Covid presentano sintomi più lievi, nonostante Omicron abbia un elevato tasso di contagiosità.

“La salita brusca e rapida dei ricoveri a cui abbiamo assistito nelle scorse settimane sta flettendo e questo rappresenta sicuramente un buon segnale. Negli ospedali ormai arrivano sempre più pazienti di età media elevata, circa 70 anni, e l’identikit tracciato attraverso l’analisi Fiaso ci dice che 2 su 10 non sono vaccinati mentre tra i vaccinati 2 su 3 hanno ricevuto la somministrazione dell’ultima dose da più di sei mesi e hanno dunque un titolo anticorpale più basso”, spiega Giovanni Migliore. Il presidente di Fiaso ha aggiunto che a suo parere è urgente “provvedere alla somministrazione della quarta dose booster per gli over 60”.

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