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Guerra in Ucraina, l’esercito russo allo stremo: Putin sta perdendo il controllo

Secondo gli esperti dei servizi segreti internazionali, l’esercito russo starebbe affrontando molte difficoltà. C’è chi afferma che molti soldati non vogliono più combattere in Ucraina, chi racconta che il morale tra i militari è veramente basso e chi ha rivelato che la Russia non manda fondi all’esercito. Sono notizie attendibili o è soltanto propaganda? Putin è veramente ai ferri corti?

“I soldati russi non vogliono più combattere”

Le prime informazioni che testimoniano la stanchezza dei soldati russi risale a fine marzo. A riferirlo su Sir Jeremy Ian Fleming, direttore dell’agenzia di cybersicurezza britannica Government Communications Headquarters. Secondo Fleming, i soldati erano già “a corto di armi e morale”. Alcuni avrebbero iniziato a disobbedire agli ordini, e altri addirittura a sabotare il proprio equipaggiamento. Dai servizi di intelligence internazionale arrivano altre notizie a riguardo. Mercoledì un alto funzionario della Difesa Usa ha raccontato della “frustrazione tra i generali russi per la prestazione delle proprie truppe e dei loro colleghi”.

I soldati hanno le speranze a terra e gli ufficiali combattono in prima linea. Il 25 marzo la Russia aveva dato una lista di caduti in cui il 20% erano ufficiali, e tra questi finora ben 18 generali e colonnelli. I militari sarebbero anche spaventati dai morti che questa guerra sta provocando, “le truppe russe si rifiutano di partecipare ai combattimenti per via del numero di cadaveri che rientrano”. Adesso dall’Institute for the Study of War di Washington arriva l’ulteriore notizia che ad aumentare il malcontento arriverebbe la difficoltà a pagare. “Gli incentivi finanziari promessi per partecipare al combattimento in Ucraina non sono stati dati a alcune unità a cui era stato promesso”.

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Gli stupri delle donne in Ucraina

Non è detto che tutte le informazioni riferite sulla guerra siano veritiere. C’è anche chi comunica notizie choc per far sembrare la guerra ancora più brutale. Intanto ha detto la sua anche Andriy Nebitov, il capo della polizia della regione di Kiev. Il poliziotto sta indagando su una ventina di denunce di stupro che soldati russi avrebbero commesso su donne ucraine. “Non c’è stata una deliberata politica russa delle violenze sessuali contro le donne ucraine”, ha ammesso con sincerità Nebitov.

Una buona notizia è che i russi non hanno incentivato questo tipo di violenza, ma i casi ci sono comunque stati. Sono stati trovati infatti “diversi cadaveri, per lo più di giovani donne, rinvenute svestite, con evidenti ferite di armi da taglio e le mani legate dietro la schiena. La maggioranza pare siano state assassinate dopo lo stupro, o i ripetuti stupri, magari da più soldati”. Ci sono anche alcune registrazioni di telefonate tra soldati russi, che l’intelligence ucraina ha intercettato. Da vari discorsi al telefono sembra che i comandanti, di loro iniziativa abbiano deciso di fucilare gli stupratori, quando hanno saputo.

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