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Guerra in Ucraina, Toni Capuozzo: “Da entrambe le parti circolano notizie poco credibili”

Un punto chiave della guerra in Ucraina, come in tutte le altre guerre, e ciò che di essa si racconta. I combattimenti non si svolgono solo sul campo di battaglia, ma anche a suon di notizie. Questo aspetto lo ha sottolineato il giornalista Toni Capuozzo. Il friulano, esperto inviato di guerra, ha voluto far riflettere su tutto quello che viene riferito dall’aggressore, in questo caso la Russia, e dall’aggredito, l’Ucraina. È tutto vero ciò che sentiamo?

Guerra in Italia, da quali notizie diffidare secondo Toni Capuozzo

Adesso che la guerra si è incistata, e minaccia davvero di durare, la propaganda si è affilata, da entrambe le parti. Tra l’aggressore, ma anche tra l’aggredito“, ha notato Toni Capuozzo. Sia da parte della Russia che da parte dell’Ucraina le notizie che si vogliono mandare sono spesso sporcate dal meccanismo della propaganda. “Ci sono due propagande. Sì, però l’una è la propaganda dell’aggressore, connaturata a un regime. L’altra è la propaganda dell’aggredito, che pur di resistere e invocare aiuto deve spararla un po’ grossa“, ha osservato Capuozzo. I russi, in particolare, cercano unità con il popolo ricordando una sorta di regime. Gli ucraini invece giocano sul fatto che sono gli aggrediti. Un esempio di ciò è il paragone della sofferenza del popolo ucraino con l’Olocausto proposto da Volodymyr Zelensky.

Tuttavia, osserva Capuozzo, “va peggio quando la propaganda diventa cronaca. Leggiamo di violenze sessuali dei soldati russi. Ci vengono in mente i numeri delle violenze nella Germania che veniva liberata dal nazismo, o gli stupri etnici dei Balcani: possiamo escluderlo? Possiamo escludere che una nonna abbia fatto fuori 8 soldati russi con una torta avvelenata? Che una massaia abbia abbattuto un drone con un vasetto di cetrioli sottaceto?“. Tutte notizie che vanno prese con le pinze. Il punto che vuole sottolineare il giornalista è che comunque ogni cosa che leggiamo va analizzata con spirito critico.

Toni Capuozzo: “L’assedio di Kiev è soft”

Esiste anche una propaganda che riguarda i civili, ha spiegato il giornalista. Ne è palese il caso dell’attacco al teatro di Mariupol. “Bombardamento sbagliato, ricerca volontaria del civile da punire perché più facile o scudo umano da esibire? O solo prezzo, inevitabile e senza bandiera, dell’orrore di una guerra urbana?“.

Toni Capuozzo ha anche espresso i suoi seri dubbi sulle operazioni militari. “L’assedio di Kiev, di cui non si vantano i russi ma di cui si lamentano gli ucraini, che assedio è se i leader di Slovenia, Repubblica Ceca e Polonia arrivano in città in treno? Se funzionano i telefonini e c’è acqua e corrente elettrica? È il primo assedio soft della mia vita. In Russia sono pochi quelli che si sottraggono alla propaganda. E in Occidente?“, ha puntualizzato Capuozzo.

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