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Pensione di reversibilità, nuovi limiti alle decurtazioni: la decisione arrivata poco fa

La pensione di reversibilità pubblica è una forma di sostegno pensionistico dedicata ai familiari superstiti di un pensionato (o di un lavoratore) deceduto. Si tratta di un trattamento pensionistico di due tipi: pensione di reversibilità, se il deceduto è un pensionato e pensione indiretta, se il deceduto è un assicurato. Hanno diritto a questa forma pensionistica il coniuge e i figli superstiti fino al compimento del 26° anno di età, ad eccezione dei figli inabili al lavoro per cui non ci sono limiti. In queste ore sono giunte nuove notizie per quanto riguarda questo tipo di pensione: sono stati aggiunti nuovi limiti alle decurtazioni. (Continua a leggere dopo la foto)

 

Pensione di reversibilità, nuovi limiti alle decurtazioni: la decisione arrivata poco fa

Con la sentenza n. 162 del 30 giugno 2022, la Corte Costituzionale ha dichiarato che la pensione di reversibilità non può essere decurtata, in caso di cumulo con ulteriori redditi del beneficiario, di un importo che superi l’ammontare complessivo dei redditi aggiuntivi. La Corte ha rilevato l’irragionevolezza di una simile situazione che si pone in contrasto con la finalità solidaristica sottesa all’istituto della reversibilità, volta a valorizzare il legame familiare che univa, in vita, il titolare della pensione con chi, alla sua morte, ha beneficiato del trattamento di reversibilità.

Quel legame familiare, anziché favorire il superstite, finisce paradossalmente per nuocergli, privandolo di una somma che travalica i propri redditi personali. La pronuncia nasce dal caso di una titolare di una pensione di reversibilità che per due annualità aveva beneficiato di propri redditi aggiuntivi e si era vista decurtare il trattamento pensionistico di una somma superiore all’importo di questi redditi. (Continua a leggere dopo la foto)

Quanto spetta di reversibilità e come fare domanda

L’assegno di reversibilità è una quota percentuale dell’assegno pensionistico che spetterebbe al soggetto deceduto. Percentuale che varia a seconda della composizione della famiglia: 60% al coniuge solo; 80% al coniuge con un figlio e 100% al coniuge con due o più figli. La decorrenza parte dal primo giorno del mese successivo alla data del decesso. Per ottenere la reversibilità, occorre farne domanda all’INPS attraverso uno dei seguenti canali: sito INPS, contact center o enti di patronato e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

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