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Vi ricordate di Schettino? Condannato a 16 anni, ora è un detenuto modello

Vi ricordate di Francesco Schettino? È un ex capitano di mare divenuto famoso – suo malgrado – in seguito al naufragio della Costa Concordia. Nel 2015 è stato condannato a sedici anni di carcere per il suo ruolo nell’incidente. Adesso, però, pare sia un detenuto modello. In questo articolo vi spieghiamo com’è la sua nuova vita. (Continua dopo la foto…)

schettino

Chi è Francesco Schettino

Francesco Schettino è nato il 14 novembre 1960 in una famiglia marinara di Meta, in provincia di Napoli. Ha frequentato l’istituto nautico Nino Bixio a Piano di Sorrento ed ha in seguito lavorato per la compagnia di traghetti Tirrenia, prima di essere assunto il 16 aprile 2002, all’età di 41 anni, da Costa Crociere. Ha iniziato come primo ufficiale, dopo due mesi è passato a diventare secondo maestro. Nel 2006, Schettino è stato promosso capitano e gli è stato dato il comando della Costa Concordia appena varata.

Schettino era il capitano in carica della Costa Concordia il 13 gennaio 2012, quando la nave ha tentato un saluto di passaggio al Giglio. La nave ha colpito uno scoglio sottomarino al largo dell’isola e il naufragio ha causato la morte di 32 persone. Schettino in seguito accettò un certo grado di responsabilità e chiese perdono quando parlò di coloro che erano morti. Dai media venne resa nota una conversazione avvenuta tra Schettino e la guardia costiera italiana in servizio, Gregorio de Falco. Essa descrive in dettaglio un De Falco molto arrabbiato che ordina ripetutamente a Schettino di lasciare la scialuppa di salvataggio e tornare sulla Costa Concordia colpita. De Falco ad un certo punto era così arrabbiato per le scuse accampate da Schettino che disse: “Vada a bordo, c***o!”, ma Schettino non lo fece. Per il suo ruolo nell’incidente, l’ex marinaio è stato condannato a 16 anni. (Continua dopo la foto…)

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La nuova vita da detenuto modello

Sono passati circa dieci anni dal naufragio della Costa Concordia. Il capitano della nave, Francesco Schettino, è stato condannato a 16 anni per il suo ruolo nell’incidente. A maggio 2022 però, dopo aver scontato un terzo della pena, l’ex marinaio potrà chiedere di essere ammesso a misure alternative rispetto alla detenzione in prigione. Dalle pagine della Stampa, tramite il suo legale, Schettino fa sapere: “Sta continuando a fare un percorso psicologico non facile. Anche lui in fondo è un naufrago, pensa e ripensa a quella maledetta notte e a quei trentadue morti. Lui è l’unico a pagare con il carcere, ma la verità è che all’origine del naufragio c’è stato un errore organizzativo. Si è voluto cercare un colpevole, non la verità”. Ritiene di essere stato vittima “di un processo mediatico prima ancora che giudiziario”.

In carcere, Schettino è un detenuto modello, gentile e rispettoso di tutti, benvoluto secondo il cappellano, segue due corsi universitari, si dedica allo sport e attende gli incontri con la figlia Rossella, che per 500 giorni causa Covid erano stati sospesi. Anche lei sui social si batte per dimostrare la presunta esistenza di altri responsabili del naufragio: “Mio padre è rimasto solo fin dal primo momento in plancia dove l’intero bridge team è mancato nel suo ruolo”.

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