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Caso Willy, Marco Bianchi torna a parlare attraverso una lettera: lo sfogo contro i media

Tutti ricordano il giovane Willy Monteiro Duarte, il ragazzo di 21 anni ucciso durante un pestaggio il 6 settembre 2020 a Colleferro nel tentativo di difendere un amico in difficoltà. Marco Bianchi, recluso nel carcere di Viterbo per aver ucciso Willy insieme a suo fratello Gabriele e agli amici Mario Pincarelli e Francesco Belleggia, ha scritto una lettera di sette pagine all’Adnkronos. Il ragazzo ha deciso di scagliarsi contro i media, i quali avrebbero influenzato la narrazione dei fatti. Vediamo nel dettaglio le sue parole. (Continua a leggere dopo la foto)

Caso Willy, Marco Bianchi torna a parlare attraverso una lettere: il ragazzo si scaglia contro i media

Uno dei colpevoli dell’omicidio di Willy Monteiro Duarte, Marco Bianchi ha scritto una lettera di sette pagine all’Adnkronos. Bianchi ha deciso di scagliarsi contro i media, i quali secondo lui avrebbero “influenzato” la narrazione dei fatti. Il ragazzo ha scritto: “Ho toccato il fondo. Ecco la vostra soddisfazione. È una cosa che non auguro a nessuno, la sensazione di essere da soli, al buio. Sono andato giù, ma oggi ho deciso di rialzarmi e combattere per la verità e per la vita. Io e Gabriele siamo ragazzi di cuore, sinceri. Tutte quelle cattiverie che hanno detto contro di noi non sono vere, sono state solo bugie su bugie per farci toccare il fondo”.

Poi ha aggiunto: “Siamo stati descritti sin dall’inizio, senza conoscere gli atti del processo, come mostri e assassini. Dai giornali e dai social è stata usata una nostra foto per dimostrare che eravamo due ragazzi che pensavano solo a fare la bella vita. Ho avuto la forza di guardarmi allo specchio, di essere fiero di quello che sono e di combattere per la mia innocenza. Io e mio fratello abbiamo sempre affrontato tutti i problemi per far capire la realtà delle cose, perché noi siamo così: disponibili, educati e rispettosi, sempre pronti ad aiutare i più deboli”. Poi fa nomi e cognomi e tra questi compare anche quello di Barbara D’Urso. (Continua dopo la foto)

Lo sfogo contro Barbara D’Urso

Sempre nella lettera all’Adnkronos, Marco Bianchi si è scagliato contro il volto noto di Canale 5:  “I problemi li abbiamo avuti a causa dei giornalisti che hanno perso il controllo, raccontando falsità su falsità. Come quella bellissima donna di Barbara D’Urso, che è madre di un figlio e non si rende conto prima di fare le puntate su di noi. Dentro sa benissimo il danno che può creare dicendo bugie sul nostro nome. Lei dormiva serena, io no, sapendo la guerra che avrei affrontato l’indomani in carcere per le bugie raccontate. Posso capire che è il vostro lavoro ma almeno siate umani e umili nel dire la verità, perché tutti siamo figli, tutti siamo genitori e disgrazie come questa possono accadere a chiunque […]”.

Poi riferendosi a Lucia Monteiro, madre di Willy, Bianchi ha aggiunto: “Signora mia ogni volta che ho la possibilità di guardarla, vedo il dolore e l’odio che può provare per chi le ha portato via suo figlio. […] Se io e mio fratello fossimo gli artefici della morte di suo figlio, mai ci saremmo permessi di sostenere il suo sguardo come abbiamo fatto durante il processo, di guardarla come se guardassimo nostra madre. Non ci saremo mai permessi di negare le nostre responsabilità per tornare liberi: io, personalmente, mi sarei sentito sporco e infame. Io la verità l’ho detta subito, a suo figlio ha dato una spinta e un calcio per allontanarlo dal mio amico Omar, ma l’ho colpito al fianco, vero è che non ha nemmeno fatto in tempo a cadere che si è subito rialzato. […] Lo sport non ci ha insegnato certo ad essere assassini, al contrario ad essere responsabili”.

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