Andrea Sempio e l’approccio garantista indicato da De Giuseppe
Nel prosieguo dell’intervento, De Giuseppe ha aggiunto: “Non bisogna fare con Sempio l’errore fatto con Stasi, ma se leggi quella sentenza vengono i brividi, rabbrividisco ancora adesso quando ci sono persone che sventolano la sentenza come se fosse la verità assoluta. Bisogna rispettare le sentenze, ma anche capire come ci si è arrivati, se il nostro sistema è garantista e prevede cinque gradi di giudizio dal secondo al quinto ci devono essere certezze e prove, qui non c’è niente di tutto ciò. Sul territorio mi sono chiarito diversi dubbi, ci sono domande che chiedono ancora delle risposte, ho grande fiducia nella Procura di Pavia, per ora c’è solo Sempio nel mirino, le indagini continueranno però fino al 29 settembre, vediamo cosa succede”.
Le dichiarazioni dell’inviato hanno riportato l’attenzione sul rapporto tra il rispetto delle decisioni della magistratura e la possibilità di approfondire ulteriori elementi utili alla ricostruzione dei fatti. In trasmissione il confronto ha toccato anche le modalità con cui si è arrivati al processo che ha portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi.

De Giuseppe: “Se gli elementi che ci sono oggi a carico di Sempio, ci fossero stati al tempo a carico di Stasi, Stasi avrebbe preso l’ergastolo in primo grado”.
— Anne (@AnneJunne) July 6, 2026
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Procura di Pavia e tempi dell’indagine sul delitto di Garlasco
Nella fase attuale, è stata richiamata la posizione di Andrea Sempio, indicato come unico indagato nel nuovo filone investigativo. Nel dibattito è stata sottolineata l’esigenza di mantenere un’impostazione garantista, evitando di ripetere eventuali criticità emerse nelle fasi precedenti, e al tempo stesso di verificare con rigore gli elementi al vaglio degli investigatori.
De Giuseppe ha inoltre riferito che il lavoro svolto sul territorio gli avrebbe permesso di chiarire alcuni aspetti della vicenda, pur evidenziando che restano domande ancora senza una risposta ritenuta convincente. È stata infine richiamata la fiducia nel lavoro della Procura di Pavia, che dovrà proseguire gli accertamenti nei prossimi mesi.
L’inchiesta sul delitto di Garlasco continua quindi a mantenere alta l’attenzione mediatica e giudiziaria. Con indagini previste fino al 29 settembre, gli investigatori sono chiamati a verificare ogni elemento disponibile, mentre l’opinione pubblica attende ulteriori chiarimenti su una delle vicende di cronaca nera più note degli ultimi anni.