Il DNA e l’analisi dei mozziconi
Le nuove analisi genetiche si concentrano sul confronto tra cinque profili di DNA maschili prelevati dai reperti trovati nella spazzatura e la traccia genetica individuata sotto le unghie di Chiara Poggi. Il genetista Carlo Previderé, incaricato dalla Procura di Pavia, ha esaminato questi campioni e ha raggiunto due risultati chiave. Innanzitutto, l’esclusione della presenza del DNA di Giuseppe Poggi (padre della vittima) sulle unghie di Chiara, confermando i dati già disponibili dal 2007. Poi, una “compatibilità” tra il DNA trovato sotto le unghie della vittima e quello di Andrea Sempio, individuato inizialmente grazie alle indagini difensive della difesa di Alberto Stasi. Questa compatibilità, però, non è ancora una prova certa. Per questo motivo, Sempio è stato sottoposto a un tampone salivare, e la sua traccia genetica verrà ora confrontata con quella presente sotto le unghie di Chiara in un incidente probatorio. E se il DNA risultasse di Sempio cosa succederebbe? (Continua dopo le foto)

Il limite scientifico del DNA
Nonostante la presunta compatibilità tra il DNA trovato sotto le unghie di Chiara e quello di Andrea Sempio, la consulenza del professor Previderé mette in evidenza un grosso limite scientifico: il cromosoma Y individuato non permette di identificare una singola persona, ma solo una linea paterna. Questo significa che tutti i parenti maschi dello stesso ramo familiare condividono lo stesso DNA in quella specifica regione genetica. In altre parole, il match tra il DNA delle unghie di Chiara e quello di Sempio non prova in modo definitivo che fosse lui la persona coinvolta nell’aggressione, ma solo che appartiene alla stessa linea paterna dell’individuo sconosciuto che ha lasciato la traccia genetica. Alla luce di ciò, il profilo genetico non è sufficiente per insinuare dubbi concreti sulla colpevolezza di Stasi, condannato con sentenza definitiva.