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Liliana Resinovich, le parole del suo amico fanno riflettere: colpo di scena nelle indagini

Caso Liliana Resinovich, resta un giallo la morte della 63enne di Trieste. Scomparsa da casa il 14 dicembre, ritrovata cadavere il 5 gennaio in un boschetto desolato di un parco nel quartiere San Giovanni. Gli inquirenti continuano a lavorare su due fascicoli: uno aperto per suicidio, l’altro per sequestro di persona. Liliana detta Lilly era una donna tranquilla, appassionata di viaggi e di attività all’aria aperta. Una bella signora con un ottimo carattere contesa tra due uomini: Sebastiano Visintin, il marito, e Claudio Sterpin, il presunto amante. Poi c’era anche un suo amico Fulvio Covalero, il quale ha rilasciato una lunga intervista a Il Giornale, rivelando nuovi dettagli. (Continua a leggere dopo la foto)

Caso Liliana Resinovich: l’annuncio choc dell’amico, colpo di scena nelle indagini

L’amico Fulvio Covalero è stato raggiunto dai microfoni de Il Giornale.it e alla domanda “Cosa pensa sia accaduto a Liliana?” ha risposto: “Secondo me è successo questo, lo dico da mesi. Lilly è arrivata in piazzale Gioberti, è dimostrato: l’ha vista la fruttivendola, è stata ripresa dalle telecamere del bus. Quella mattina a Trieste, sul viale Al Cacciatore, pare sia nata una discussione violenta, tanto che sono stati chiamati anche i carabinieri. Quando sono arrivati però non c’era più nessuno. Secondo me, lei ha subito una violenta aggressione verbale che le ha causato lo scompenso cardiaco. Dopo di che chi era con lei non poteva giustificare di essere lì con lei, l’ha messa nel bagagliaio della macchina e l’ha portata via”.

Poi ha aggiunto: “Non ricordo da chi l’ho sentito: qualcuno ha detto che in quei giorni era caldo per essere dicembre. Penso che chi l’ha presa, potrebbe averla portata sul Carso, magari con una seconda auto, dove fa molto più freddo di 4-5 gradi, per poi portarla nel luogo in cui è stata trovata in un giorno in cui era meno affollato. In un fondone, sarebbe stata al riparo dalla pioggia e dagli animali. Per me non è stato omicidio, credo sia stato un incidente”. (Continua a leggere dopo la foto)

Liliana Resinovich

L’ipotesi del suicidio

L’amico di Liliana Resinovich, Fulvio Covalero ai microfoni de Il Giornale.it ha categoricamente escluso l’ipotesi del suicidio: “Non credo al suicidio. A me non ha mai detto niente. Non credo che fosse mentalmente predisposta al suicidio, non ne aveva motivo. Proprio per impostazione mentale, per il modo in cui sentiva la vita. Poi è difficile immaginare che una persona, per suicidarsi, vada in quel luogo, si metta dentro ai sacchi”. Ovviamente queste solo solo ipotesi di un normale cittadino, resta agli inquirenti fare chiarezza su quanto accaduto a Liliana.

Caso Liliana Resinovich, l’ultimo tassello per risolvere il puzzle

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