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Liliana Resinovich, l’annuncio da brividi sulle tracce trovate sul corpo

Il caso di Liliana Resinovich resta tutt’oggi un mistero. La donna è stata trovata morta il 5 gennaio 2022, ma era scomparsa di casa il 14 dicembre 2021. Cosa le è successo? È sparita per poi togliersi la vita? È stata uccisa? Ancora non si hanno le risposte a queste domande. Intanto le indagini oggi proseguono per omicidio volontario, ma senza indagati. “L’omicidio è un reato che il gip ha ipotizzato per consentire una serie di passaggi tecnici ulteriori. L’assenza di indagati significa che al momento non ci sono assolutamente elementi per puntare il dito verso qualcuno. Neanche in ipotesi”, fa sapere la criminologa Roberta Buzzone. Che passi avanti farà l’indagine? (Continua dopo le foto)

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Le tracce trovate sul corpo di Liliana Resinovich: cosa indicano

L’autopsia ha determinato la data della morte di Liliana. La donna sarebbe morta tra il 2 e il 3 gennaio 2023, pochi giorni prima del ritrovamento del corpo. C’erano dei segni sul cadavere della vittima: cosa indicano? “La mancata ricrescita dei peli? Se è sopravvissuta per 18 giorni nessuno può escludere che si sia depilata lei stessa. Tracce di sapone e di colazione? Stesso ragionamento, non è detto che si riferiscano al 14 dicembre 2021”, fa sapere la psicologa a Quotidiano Nazionale. “In sostanza, non sono elementi che bloccano la morte al giorno della scomparsa”. La criminologa ha un’idea chiara: cosa ne pensa dell’omicidio volontario. (Continua dopo le foto)

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Omicidio volontario: cosa pensa l’esperta

La testa di Liliana era avvolta dai sacchetti di plastica che si trovano al supermercato. “Uccidere qualcuno con quel tipo di sacchetti da spesa che sono stati trovati è impossibile – fa sapere la criminologa -. Perché se c’era una resistenza attiva, bastava una manata, un’unghiata per romperli. Sono un velo. Questo quindi presuppone che la persona sia in una condizione già di minorata difesa”. Restano quindi valide le ipotesi del suicidio o anche di un omicidio, ma in un momento in cui Liliana sarebbe stata indifesa. La psicologa forense non ha escluso l’ipotesi che la donna abbia avuto un attacco cardiaco dopo una discussione verbale e che il suo interlocutore per non rischiare il carcere, abbia inscenato un suicidio. Ma tutte queste al momento restano ipotesi. (Continua dopo le foto)

Le novità sulle indagini

Le nuove indagini sulle prove che posseggono gli inquirenti a cosa porteranno. Secondo la Buzzone, a nulla. “Temo che sia il finale di questa storia. Non penso purtroppo che quello che il gip ha disposto sposterà granché. Non sarebbe la prima volta che un caso riaperto torna alle medesime conclusioni dell’inizio perché nessuno degli accertamenti sposta poi completamente il quadro”, ha concluso. Il caso di Liliana Resinovich resterà per sempre un mistero?

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