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Scuole Italia, la decisione del Governo sul rientro in classe al tempo del Covid

Le vacanze di Natale stanno per terminare e a breve gli studenti italiani dovranno tornare suoi loro banchi di scuola. Purtroppo a causa del Covid-19 non è semplice gestire la situazione. In molti si stanno ponendo la stessa domanda: «È giusto o meno tornare in classe in presenza». Il Governo almeno per ora ha preso una decisione. Il rientro a scuola dopo le vacanze di Natale non slitta: gli studenti torneranno in classe, come previsto, il 10 gennaio 2022. Per ora la Dad continua ad essere un lontano ricordo. Molti sindaci però attraverso delle ordinanze interne hanno dato disposizioni diverse per quanto riguarda la riapertura dei vari edifici scolastici. Vediamo nel dettaglio. (Continua a leggere dopo la foto)

Scuole Italia, la decisione del Governo sul rientro in classe al tempo del Covid

Come abbia già detto per il Governo gli studenti italiani rientreranno a scuola in presenza dal 10 Gennaio 2022. In molte regioni però vari comuni hanno deciso di adottare strategie interne diverse da quelle prese dallo Stato italiano. Ad esempio, scuole chiuse ad Ottaviano in provincia di Napoli. Il sindaco ottavianese Luca Capasso ha firmato un’ordinanza che terrà le scuole chiuse almeno fino al prossimo 17 gennaio 2022. La sua scelta si è basata sul numero di contagi che si sono raggiunti nel paese. Sono 850 i positivi nella città vesuviana all’ultimo bollettino, mai così tanti dall’inizio dell’epidemia per colpa della variante Omicron in grado di correre più veloce, e il primo cittadino organizza uno screening di massa. Naturalmente il comitato genitori si è fatto risentire, non trovando giusta questa scelta. (Continua dopo la foto)

La situazione nella regione Campania

Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, durante un’intervista a La Stampa, si dice pronto ad andare anche contro le decisioni del Governo Draghi sulla riapertura delle scuole dopo le feste di Natale, se i contagi tra i giovanissimi dovessero aumentare: «Ritengo utile ritardare di due-tre settimane il rientro in classe, almeno per le primarie e le medie inferiori, e sviluppare una campagna di vaccinazione vasta per la popolazione studentesca. Sarebbe un sacrificio limitato, in cambio di un beneficio rilevante, soprattutto in un mese che registrerà prevedibilmente una forte crescita dei contagi. Se ci si chiude, ognuno si assumerà le proprie responsabilità. Io ho detto quello che penso. La decisione spetta al Governo. Se poi la situazione dovesse diventare drammatica, la Regione farà quello che ritiene necessario per la tutela della salute pubblica»

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