
Non si fa altro che parlare della tragedia di Mestre e delle 21 persone che hanno perso la vita. Sono ancora in corso le indagini per capire cosa sia successo la sera del 3 ottobre. L’ipotesi più probabile è quella di un malore improvviso del conducente, un uomo di 40 anni, ma non si esclude il malfunzionamento delle batterie del bus, o del guardrail fatiscente. Bujar Bucai, un imprenditore di origine kosovara, si trovava nei pressi del luogo dell’incidente ed è corso immediatamente in soccorso, rischiando anche lui la vita per aiutare i passeggeri. Il suo racconto è incredibile e la rivelazione sulla gente presente sul luogo lascia tutti senza parole.
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Il racconto di Bujar Bucai
Un imprenditore del Kosovo, Bujir Bucai, che abita in Italia da oltre 25 anni ed è titolare di un bar che si trova tra i nuovi alberghi di via Cà Marcello a Mestre, a poca distanza dalla stazione ferroviaria, e dall’altra parte del luogo della strage sul bus. La vista dal lato del locale, che ha grandi vetrate sulla strada, è giusto all’altezza del punto del cavalcavia di Mestre da cui il mezzo è precipitato.Bucai ha scavalcato le recinzioni, attraversato i binari e ha ancora scalato un traliccio, per riuscire a mettere in salvo due bambini dal pullman. (continua dopo la foto)
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La gente impegnata a fare le foto
La gente era “ferma in coda a fare le fotografie“, ha detto l’imprenditore che ha rischiato la vita attraversando i binari per mettere in salvo più persone possibili. “Stavo vicino alle vetrate, parlando col mio socio e un fornitore, quando ho sentito un rumore e ho visto molta polvere salire da quella parte. Sono uscito di corsa, c’era un signore del Bangladesh con la bimba in braccio che urlava e voleva andare a soccorrere, ma non poteva. Io sono salito sulla prima recinzione, ho attraversato i binari, poi mi sono arrampicato sull’ultimo traliccio del treno e ho saltato l’ultima muretta, proprio davanti al bus“
“Non c’era nessuno in giro – continua Bucai – e gli operai africani non li ho visti, ma solo perché sono arrivato dall’altra parte e il bus era di traverso. Solo che sulla strada, dietro, c’erano macchine in coda, e la gente che faceva foto. Io mi son messo a urlare che mi dessero una mano, o almeno non bloccassero la strada, perché dovevano arrivare i soccorsi“. La scena è quella descritta da tutti: gente che urla e chiede aiuto, il fumo che esce dal vano motore del bus..(continua dopo la foto)

Bucai ha salvato due bambini di origine ucraina, “che ho saputo che sono stati ricoverati a Treviso. Purtroppo hanno perso la mamma, e non so come stanno. Poi ho visto altre tre persone che sono riuscite a salvarsi da sole“(continua)
Tragedia di Mestre “Nessuno mi ha aiutato”
Nessuno si è mosso ad aiutare Bucai o cercato di fare qualcosa per aiutare quei poveri turisti. “Solo uno– dice Bucai- dall’alto mi ha lanciato un estintore.” Poco dopo sono arrivati i vigili del fuoco e la polizia ma all’imprenditore sembrava passata un’eternità. “Io non sono nessuno, ma un minimo in queste circostanze uno lo può fare. Agli altri dico: se vedete un disastro del genere cercate di aiutare, quello non era un incidente normale, dove è giusto aspettare i professionisti, si trattava di salvare delle vite“, conclude Bucai. Ora, il suo desiderio è “andare a trovare quei due bimbi, spero stiano meglio“