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Genova, strangola e uccide la moglie: “Venitemi a prendere”

Ha preso una corda e l’ha stretta intorno al collo della moglie fino ad ucciderla nel capanno di legno di fronte a casa. Il delitto si è consumato oggi, venerdì 29 luglio, a San Biagio, un paese in provincia di Genova. L’uomo, dopo aver strangolato la moglie, ha chiamato i carabinieri per auto-denunciarsi.

San Biagio, uccide la moglie strangolandola

È morta Marzia Bettino per mano di suo marito Sebastiano Cannella, un uomo di 58 anni. Il delitto si è consumato nella loro abitazione, più precisamente, nel capanno di legno di fianco a casa. Sebastiano ha ucciso la moglie con una corda stretta al collo: l’ha strangolata con la forza delle sue braccia. Poi ha chiamato i carabinieri e ha confessato l’omicidio: “Venitemi a prendere”.

Poco dopo l’atroce atto, sono arrivati i figli della coppia, Andrea e Alessandro. “Non doveva ucciderla, piuttosto poteva spaccare il muro, tirare giù la casa”, hanno detto. Al momento della tragedia i figli non erano in casa: si trovavano al rosario in memoria della nonna paterna, morta tre giorni fa dopo una lunga malattia.

Femminicidio Genova, il movente: le ipotesi degli inquirenti

L’uomo, una volta catturato, ha deciso di non proferire parola davanti ai carabinieri. Dunque le teorie sul movente dell’omicidio, restano per ora soltanto delle ipotesi. Secondo una prima ricostruzione, la coppia non andava d’accordo da parecchio tempo. La lite più brutale è arrivata tre giorni fa, quando c’è stato il funerale della madre del killer.

Nuovi indizi poi si sono fatti strada nel caso. Il femminicidio di San Biagio, si sarebbe potuto evitare?  Venti giorni fa, i carabinieri fecero un intervento nella villetta di Cannella a causa di una lite violenta tra marito e moglie e chiesero un provvedimento urgente, probabilmente intuendo il potenziale pericolo dell’uomo per la consorte. I conoscenti hanno rivelato che Marzia voleva iniziare il processo di separazione da Sebastiano. Tra le ipotesi del delitto dunque sembra che ci sia dunque la paura di Sebastiano di essere abbandonato dalla famiglia. Sebastiano Cannella, che secondo le prime testimonianze era molto geloso e ossessivo nei confronti della moglie casalinga, temeva di perdere tutto. “Non ce la facevo più”, ha detto quando i militari lo hanno fermato.

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