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Tragedia a Mestre, chi era l’autista alla guida del pullman: l’ultimo post suo sui social

Tragedia di Mestre: chi era l’autista alla guida del pullman. Spunta l’ipotesi choc – È di 21 morti, fra i quali due bambini, un neonato di pochi mesi e un 12enne, nonché una ragazza minorenne, e 15 feriti il bilancio ufficiale della tragedia avvenuta a Mestre, secondo quanto riferito all’«Ansa» da Paolo Rosi, coordinatore del Suem 118 Veneto. Tra le vittime del bus precipitato c’è anche l’autista del mezzo. (continua a leggere dopo le foto)

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Tragedia a Mestre, chi era l’autista alla guida del pullman: l’ultimo post suo sui social

L’uomo si chiamava Alberto Rizzotto, aveva 40 anni ed era originario di Tezze di Piave in provincia di Treviso. Rizzotto era un dipendente della Martini Bus srl che aveva noleggiato il mezzo alla società “La Linea”, la quale aveva il contratto di trasporto per i turisti del campeggio in gita a Venezia. Tra le prime ipotesi sulle cause forse un malore di chi era al volante. La Procura della Repubblica di Venezia ha aperto un fascicolo. Nelle prossime ore saranno prese in esame le immagini delle telecamere di sicurezza puntate sul cavalcavia, per far luce sulla dinamica dello schianto. (continua a leggere dopo)

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Tragedia a Mestre: chi era l’autista alla guida del pullman

“Dai primi rilievi non ci sono segni di frenata, il malore del conducente è un’ipotesi”, ha detto il comandante della Polizia municipale di Venezia, Marco Agostini, accorso sul luogo dell’incidente. Scrive «TgCom24»: “L’autista, secondo quanto riferito dall’assessore alla Viabilità Renato Boraso, era esperto con almeno 6-7 anni di guida alle spalle. Il mezzo che guidava era elettrico e non a metano come inizialmente detto e dopo lo schianto c’è stato un principio di incendio probabilmente partito dalle batterie. Dalle prime testimonianze pare che il mezzo non stesse andando a grande velocità, il bus ha colpito per due volte il guard rail prima di precipitare”. (continua a leggere dopo le foto)

L’ipotesi dietro l’incidente: indagini in corso

“Shuttle to Venice” (navetta per Venezia) aveva scritto Rizzotto nel suo ultimo post su Facebook. Nelle ore successive, dopo che si era diffusa la tremenda notizia della tragedia di Mestre, sotto al post erano comparsi i messaggi degli amici, che sapevano che quella era la linea percorsa da Alberto. “Rispondi”“Fatti sentire per favore”, i messaggi rimasti senza risposta. I colleghi definiscono Rizzotto un autista esperto, innamorato del suo lavoro.

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