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“Piazza pulita”, Alessandro Orsini dopo la bufera con la Rai: “Sono schifato”

Vediamo ancora il professore e sociologo della Luiss, Alessandro Orsini ai dibattiti televisivi per parlare della guerra in Ucraina, ma non più sulla Rai. Dopo la cancellazione del suo contratto con “Cartabianca”, programma di Rai3 dove ha partecipato come ospite per 2 puntate, ora il professore appare su La7. Orsini ha parlato a “Piazza pulita” delle critiche che ha ricevuto per le sue opinioni sull’argomento della Guerra in Ucraina.

piazza pulita alessandro orsini

“Piazza pulita”, Alessandro Orsini e le critiche dopo la cancellazione del contratto con la Rai

Il professore ha voluto puntualizzare la sua situazione con la Rai. “Ho ricevuto la notizia della cancellazione di un contratto firmato e approvato”, ha detto in merito al caso di “Cartabianca”. “Sono venuto a Piazzapulita il 3 marzo, da quel giorno ho rinunciato a circa 30mila euro di compensi. Ci sono gli audio in cui comunico che sarei stato presente gratuitamente. Ho accettato poi l’offerta di Cartabianca, tra l’altro la più bassa tra tutte quelle ricevute. Sono onorato per il fatto che vengano offerti soldi per le mie competenze. È chiaro che le mie parole abbiano colpito consorterie molto potenti, compreso il governo”, il sospetto di Orsini.

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Orsini criticato per le opinioni sulla guerra in Ucraina

“Sui giornali hanno scritto che io non condannato apertamente Putin, è una bugia – ha rivendicato l’esperto di sicurezza internazionale -. Ho condannato in maniera fermissima l’invasione di Putin, ho sempre detto che Putin è l’aggressore e Zelensky è l’aggredito”, ha detto Orsini rispondendo a Corrado Formigli. “Una ricercatrice ha detto che io avrei rapporti con il Cremlino – la folle ipotesi, secondo il professore -, sul sito che dirigo è comparso un articolo sul vaccino russo, scritto da un professionista che ha utilizzato dati tecnici. Io ho viaggiato tanto nella mia vita, non ho mai messo piede in Russia, non ho un amico russo. Ho sempre respinto inviti a pranzo e a cena dalle ambasciate. Ho lavorato in maniera pubblica per la commissione dello studio della radicalizzazione jihadista all’epoca diretta da Marco Minniti, ho lavorato per il governo italiano ma non sono certo un agente segreto”, ha spiegato Orsini.

“Ho un’impronta francescana su cui si sono impiantati socialismo e liberalismo. Dai 15 anni fino alla laurea sono stato nel movimento giovanile della Cgil, prima della laurea ho chiuso completamente con la politica – ha raccontato Alessandro Orsini -. Oggi mi sento un uomo di sinistra schifato. Se penso ai valori per cui mi sono battuto e vedo parlamentari che hanno avuto la mia stessa storia e mi vogliono censurare…”.

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