
Personaggi TV. Martedì 22 agosto ci ha lasciato Toto Cutugno, dopo aver lottato per anni contro un tumore alla prostata. Sui social tantissimi i messaggi di cordoglio da parte degli amici e colleghi. Su Instagram anche Adriano Celentano ha pubblicato un lungo post in cui saluta il cantautore e spiega il motivo che all’epoca lo spinsero a rifiutare di incidere la canzone L’italiano, uno dei brani più famosi di Cotugno.
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Toto Cutugno, L’italiano era scritta per Adriano Clentano
Tra Toto Cutugno e Adriano Celentano li lega una forte amicizia che nel tempo non si è mai appassita. Toto Cutugno ha scritto per tantissimi cantanti, italiani e stranieri: da Mireille Mathieu a Dalida. Per Domenico Modugno, Gigliola Cinquetti e Ornella Vanoni. Solo per citarne alcuni. Tra di loro c’era una canzone anche per Il Molleggiato. Erano gli anni ’70/’80 e Adriano aveva già raggiunto l’apice del successo grazie a Soli” e “Il tempo passa e se ne va” due brani famossisimi, ma che portano la firma di Toto Cutugno. Per lui era pronto anche L’italiano, ma che al momento della proposta Celentano ha rifiutato. “Ho fatto una ca**ata mondiale“, ha confessato in seguito. (continua dopo la foto)
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Perché ho rifiutato
Toto Cutugno insiste, la canzone è scritta apposta per Adriano: rappresenta l’italianità del Molleggiato, ma niente, Celentano non la vuole. Così Cutugno si arrende e tiene la canzone per sé e la presenta al Festival di Sanremo del 1983. Non vinse, si piazzò al quinto posto, ma il pubblico italiano da casa gli regalò comunque la vittoria grazie al concorso Totip “Cantanti e vincenti”. Oggi quella canzone è diventata un inno all’Italia. ( Continua dopo la foto)

Il post di Adriano Celentano: “Ciao Toto! …ricordo che eravamo in macchina… una cinquecento credo, e tu insistevi perché io incidessi “L’italiano”. Una superbomba appena ultimata la notte prima che ci vedessimo. “Non ho dormito tutta la notte” -mi dicesti – “pensando al successo che faremo, tu come interprete, e io come autore”»”Il brano era davvero FORTE!!! Ma ciò che più di tutto mi frenava era proprio la frase più importante: “IO SONO UN ITALIANO VERO”. Una frase oltretutto insostituibile, in quanto è proprio su questa che si regge l’intera impalcatura di quella grande opera.
E io sentirmi pronunciare: “SONO UN ITALIANO VERO” mi sembrava di volermi innalzare. Lui non credeva alle sue orecchie: “ma non capisci che è proprio questo il punto, io l’ho scritta pensando a te, perché tu sei davvero un italiano vero. “Si lo so”-gli dissi io-“però non mi va di dirlo io….Non sempre ma a volte la troppo scrupolosità si può trasformare in una cazzata mondiale. Però nonostante tu l’abbia cantata come l’avrei cantata io, oggi, se la dovessi ricantare la canterei esattamente come l’hai cantata tu! Eri e rimarrai, un grande indimenticabile! Ti voglio bene.
Adriano“