
Sono trascorsi 16 anni dal tragico omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007. Il caso, chiuso con la condanna definitiva a 16 anni di carcere per Alberto Stasi, potrebbe riservare ancora delle sorprese. Tra i nuovi elementi al vaglio della Procura di Pavia spunta il nome di Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, su cui già 8 anni fa erano stati svolti accertamenti poi archiviati. Uno degli aspetti più clamorosi delle nuove indagini riguarda la famiglia Poggi. Cosa si è scoperto? (Continua dopo le foto)
Leggi anche: Attraversa la strade sulle strisce e viene travolta: Anna Maria era nota per il suo lavoro
Leggi anche: Giuseppe non rientra più dopo una passeggiata nel bosco, poi la terribile scoperta: come lo trovano

Delitto di Garlasco, le indagini su Andrea Sempio
La vicenda dell’omicidio di Chiara Poggi si era conclusa anni fa: Alberto Stasi, ex fidanzato della vittima, è stato ritenuto colpevole dopo un lungo e complesso iter giudiziario. Assolto nei primi due gradi di giudizio, è stato poi condannato nel 2015 dalla Corte di Cassazione a 16 anni di carcere per omicidio volontario. La difesa di Stasi, però, non ha mai smesso di sostenere la sua innocenza e negli anni ha cercato di portare alla luce nuove piste investigative. Tra queste, quella che coinvolge Andrea Sempio, il cui nome era già comparso nel 2016, quando una consulenza di parte evidenziò una presunta compatibilità tra il suo DNA e quello trovato sotto le unghie della vittima. All’epoca, però, la pista venne archiviata per insufficienza di prove. Oggi, con le nuove indagini della Procura di Pavia, il caso sembra riaccendersi. Può una traccia genetica parziale ribaltare una sentenza definitiva? Le indagini proseguono e non riguardano solo Sempio. (Continua dopo le foto)
Leggi anche: Ragazzo di 19 anni uccide il padre e svela perché lo ha fatto
Leggi anche: “Andrea Bocelli vivo per miracolo”: parla la moglie Veronica Berti

Garlasco, la nuova pista sui mozziconi di sigaretta: si indaga sulla famiglia di Chiara Poggi
Gli inquirenti, tra novembre e dicembre 2023, hanno acquisito diversi reperti biologici attraverso la spazzatura di vari soggetti legati al caso, inclusa quella della famiglia della vittima. Il dettaglio emerge dagli atti in possesso dell’Adnkronos, che rivelano come il 20 novembre 2023 siano stati prelevati quattro mozziconi di sigaretta dal sacchetto della spazzatura della casa dei Poggi, nonostante sia noto che Rita Preda, Giuseppe Poggi e il figlio Marco fossero in vacanza in Trentino il giorno dell’omicidio. Questo aspetto solleva interrogativi sulla direzione che le indagini stanno prendendo. Che risultati hanno dato le analisi sui mozziconi?
Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva