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Green Pass, incredibile scoperta: Pippo Franco finisce nei guai

Lo storico conduttore televisivo Pippo Franco potrebbe finire nei guai. I carabinieri del Nas, su richiesta della Procura di Roma, hanno fatto un’incredibile scoperta. Riguarda il famoso Green pass, la certificazione che ti permette di accedere a luoghi al chiuso, partecipare ad eventi e quant’altro. (Continua dopo la foto…)

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Green Pass, Pippo Franco nei guai

Pippo Franco è uno dei maggiori rappresentanti della commedia all’italiana. Sin dagli anni settanta è uno dei principali cabarettisti e conduttori della televisione italiana. Ha fatto parte inoltre della storica compagnia di varietà Il Bagaglino, presentando tutti i suoi spettacoli televisivi e teatrali. Da tempo non figura in televisione: il suo ultimo spettacolo è stato “Bellissima – Cabaret anticrisi” del 2009, mentre al cinema ha recitato in “Italian business”, uscito tre anni fa nelle sale cinematografiche.

Adesso, però, l’attore e presentatore sarebbe nei guai. I carabinieri del Nas, su richiesta della Procura di Roma, hanno fatto un’incredibile scoperta. L’attività rientra nell’indagine coordinata dal procuratore aggiunto Paolo Ielo. Insieme a Pippo Franco, altre otto persone sarebbero finite nei guai. (Continua dopo la foto…)

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Green Pass falso

I carabinieri del Nas, su richiesta della Procura di Roma, hanno sequestrato nove Green pass falsi. Tra questi figura anche quello dell’attore e presentatore Pippo Franco e di un ex magistrato, di cui però non conosciamo il nome. L’attività rientra nell’indagine coordinata dal procuratore aggiunto Paolo Ielo. Il reato sarebbe di falso a carico di un medico di base e odontoiatra di Roma. I Green pass falsi sono stati sequestrati e disattivati presso il database del ministero della Salute. Il documento sarebbe stato anche usato da alcuni indagati per accedere in alcuni locali. Non sappiamo, però, se tra questi ci sia anche il conduttore televisivo.
Il dottore indagato è accusato di avere rilasciato certificazioni mediche relative a visite mai eseguite e di avere redatto in favore di alcuni assistiti, non vaccinati, documentazione certificata di avvenuta immunizzazione da Covid in modo da consentire, illecitamente, l’ottenimento del certificato verde.