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Vasco Rossi ricorda il padre, il dolore dopo 43 anni è ancora straziante

Vasco Rossi, noto anche con l’appellativo Blasco, è un cantautore italiano. È considerato uno dei maggiori esponenti della musica rock italiana. Dall’inizio della sua carriera nel 1977, ha pubblicato 34 album, di cui 18 in studio, 11 dal vivo e 5 raccolte ufficiali, oltre a due EP e un’opera audiovisiva. Complessivamente ha scritto 191 canzoni, oltre ad aver scritto anche numerosi testi e musiche per altri interpreti. Ha venduto quasi 40 milioni di dischi. Nella sua carriera si è esibito in più di 800 concerti. Nonostante il grande successo, la sua vita non è stata facile. Quarantatré anni fa è venuto a mancare suo padre, Vasco Rossi da quel dolore non si è mai ripreso definitivamente. (Continua dopo la foto)

Vasco Rossi ricorda il padre, il dolore dopo 43 anni è ancora straziante

Per Vasco Rossi la morte del padre, avvenuta quasi mezzo secolo fa, è ancora un tasto dolente, lo abbiamo visto spesso su Instagram dedicargli parole d’amore e piene di dolore per quella perdita avvenuta il 31 ottobre del 1979. Giovanni Carlo è scomparso troppo presto, a 56 anni, stroncato da un ictus mentre era intento a compiere una manovra a bordo del suo camion in Friuli-Venezia Giulia. Uno shock per Vasco, che in un primo momento, pensò anche di abbandonare il mondo della musica. Attraverso si suoi social, Vasco ha ricordato così suo padre: «Era il 31 ottobre 1979. Alla mattina mi ha chiamato l’Ivana: “Svegliati perché papà è morto…”. Mio padre si era fatto due anni di campo di concentramento tedesco. Tornò che era trentasei chili. Minato nel fisico. Sono sicuro che è morto giovane per colpa di quegli anni». Poi ha aggiunto: «Mi ricordo un bellissimo concerto a Trieste, che mi fece molto soffrire. Alla fine piansi a dirotto. Trieste è la città dove morì mio padre. Ebbe un infarto sul camion e io andai a prenderlo». (Continua dopo la foto)

Un amore incondizionato

Vasco Rossi non ha mai completamente superato la perdita di suo padre. Attraverso i social ha ammesso: «Avevo ventisei anni e cominciavo a farlo sul serio questo mestiere. In quel concerto a Trieste volevo fare bella figura, lo dovevo a mio padre, lo dovevo alla città che si era mobilitata per me. Alla fine mi sembrò che niente fosse andato per il verso giusto e piansi. Perché per lui avrei voluto fare meglio, perché era morto prima di poter gioire del mio successo. La sua scomparsa fu la molla che mi scatenò dentro questa rabbia che ancora non riesco a domare, questo carattere ribelle. E in definitiva questa voglia di arrivare, di diventare una rockstar».

Poi ha concluso dicendo: «Era uno di poche parole, portava dentro indelebili i segni della prigionia in Germania, ma non ne ha mai parlato con noi a casa. La mia famiglia era modesta, si faceva anche fatica a finire il mese, ma a me non è mancato mai niente, mi bastava l’amore che respiravo nell’aria. Il mio papà: era lui che mi accompagnava alle varie manifestazioni dell’Usignolo d’Oro alle quali dovevo andare in qualità di vincitore e dove mi esibivo sul palco come la “star”». Che dire? Vasco Rossi non perde mai occasione sui social di ricordare ed omaggiare suo padre per l’amore e l’aiuto che gli ha donato prima di andarsene prematuramente.

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