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“Quarta Repubblica”, Toni Capuozzo dà ragione a Lavrov su Bucha: le sue parole

Nel corso della puntata di “Quarta Repubblica“, andata in onda ieri sera su Rete 4, il giornalista Toni Capuozzo dà ragione a Lavrov, ministro degli Esteri russo, su quanto accaduto a Bucha. La posizione di Capuozzo ovviamente ha sorpreso i telespettatori. Quanto successo a Bucha pare essere evidente agli occhi di tutti, eppure Capuozzo sembra propendere “dalla parte dei russi”. (Continua dopo la foto…)

Cos’è successo a Bucha

Bucha, cittadina a 37 chilometri a nord ovest di Kiev, è stata una delle prime città ad essere conquistate dai russi. L’esercito è rimasto lì per circa cinque settimane. Quello che è successo in questa piccola cittadina, però, ha segnato un prima e un dopo nel conflitto russo-ucraino. A Bucha, infatti, sono stati trovati corpi per strada, alcuni con le mani legate e un colpo di pistola alla nuca, cadaveri in decomposizione, fosse comuni, auto crivellate di colpi, edifici incendiati, palazzi residenziali quasi abbattuti. Nonostante ci siano i riscontri dei giornalisti e media internazionali presenti sul campo, dei testimoni che raccontano di violenze ed esecuzioni, i fatti sono difficili da verificare. La Russia si è immediatamente difesa, bollando questa notizia come fake news. Tuttora c’è chi crede alla versione ucraina, chi a quella russa. (Continua dopo la foto…)

“Quarta Repubblica”, cos’è accaduto a Bucha: Toni Capuozzo sorprende tutti

“Quarta Repubblica”, Toni Capuozzo dà ragione a Lavrov su Bucha

Durante la puntata di “Quarta Repubblica“, andata in onda ieri sera su Rete 4, il giornalista Toni Capuozzo ha dato ragione a Lavrov in merito a quanto accaduto a Bucha. Secondo Capuozzo “è lecito sospettare che i corpi di Bucha siano il frutto maledetto di un’operazione speciale della polizia ucraina”. Il giornalista poi spiega: “Il calendario parla chiaro – spiega il giornalista – Il 30 i russi si ritirano e abbandonano Bucha. Il primo arriva una squadra speciale della polizia chiamato “Safari” per bonificare gli ordigni inesplosi, dare la caccia ai sabotatori e punire i collaborazionisti. Il 2 cominciano ad esserci le prime immagini dei morti per strada”.

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