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Caso Denise Pipitone, la denuncia a Milo Infante: “Trovatela e io per primo smetterò di parlarne”

La procura di Caltanissetta che sta indagando su di Milo Infante. Il giornalista e conduttore di “Ore 14”, avrebbe fatto alcune dichiarazioni inappropriate sul caso Denise Pipitone. Infante ha rilasciato un’intervista a Fanpage.it, nella quale ha spiegato il suo punto di vista sulla faccenda. Il giornalista ha riguardato le puntate per le quali è stato indagato, ma ha affermato che non ha ancora compreso di preciso i motivi dell’indagine. Secondo lui nulla di ciò che ha detto poteva sembrare diffamatorio. Poi Milo Infante ha precisato il ruolo dei giornalisti e ha commentato la piega che ha preso la vicenda della bimba scomparsa.

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Milo Infante fa il punto sulla denuncia: “Questa non è diffamazione”

Il giornalista di Rai 2 non è d’accordo con la denuncia ricevuta per le dichiarazioni riguardo al caso di Denise Pipitone. “Mi dispiace che nelle aule dei tribunali, il tempo dei giudici venga impiegato per queste vicende. Da giornalista so bene cosa sia la diffamazione, francamente non mi sembra questo il caso. Mi dispiace che si parli di Denise Pipitone accostandola a queste miserie”.

Infanti ha poi ammesso che per ora non sa nemmeno quali sono le frasi che gli vengono contestate o chi abbia sporto denuncia nei suoi confronti. “Ho riguardato le due puntate che sono nel mirino dei magistrati che si sono sentiti tirati in ballo e non ho rilevato delle frasi che possano essere ritenute diffamanti. Evidentemente, però, siamo andati a urtare la sensibilità legittima di una o più persone che hanno ritenuto di querelarmi. Posso dire che mi aspettavo di più da un’inchiesta che arriva a 17 anni dalla scomparsa di una bambina. Questa non è diffamazione”, ha voluto precisare il giornalista.

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Il ruolo nei giornalisti nel caso di Denise Pipitone

Milo Infante ha comunque voluto criticare tutti quei “pulcinella televisivi, che ogni tanto – come dei pupazzetti a molla – saltano fuori e dicono la stupidata di turno. Creano una sorta di arena, una contrapposizione tra Piera Maggio e Anna Corona”. Questi gossip intralciano le indagini, mentre il ruolo del giornalista è quello di raccontare la verità. Infante ha però ricordato che in passato tanti casi di cronaca nera hanno trovato una soluzione anche grazie al lavoro dei giornalisti.

“Non possiamo smettere di occuparci delle persone scomparse, solo perché a furia di parlare di un caso, spunta il mitomane che crede di vedere Denise Pipitone ovunque. L’invito è: fate le indagini, fatele bene, trovate i colpevoli, riportateci a casa le persone scomparse in un tempo accettabile e così non ne parleremo per 17 anni. Trovate Denise e io per primo smetterò di parlarne, fine”. Ma questa storia avrà mai fine? Secondo Infante si deve avere il coraggio che fino a oggi è mancato, cioè quello di andare fino in fondo su determinate questioni. “Ci sono state delle dichiarazioni da parte di testimoni e indagati, che sono state accertate come false. Bisognerebbe andare a riprenderle e capire perché sono state dette quelle bugie. E da lì ripartire. La vicenda di Denise si apre e si chiude nei quattro, cinque giorni successivi al sequestro. Tutto quello che accade dopo è depistaggio”.

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