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Covid, la situazione è preoccupante: si rischia un “lockdown di fatto”

Le sotto varianti di Omicron stanno determinando una rapida diffusione del Covid a causa della loro alta contagiosità. La situazione sta peggiorando e mai era successo che in estate ci fossero così tanti contagi. Sono stati oltre 100mila per due giorni consecutivi, e l’ondata non sembra volersi fermare. Si pensa che il picco potrebbe arrivare verso la metà del mese di luglio. Sono tanti i medici che stanno lanciando l’allarme: ecco cosa potrebbero decidere di fare se la situazione non dovesse migliorare.

Covid, aumento esponenziale dei casi nelle ultime settimane

La Fondazione Gimbe nel suo ultimo report ha parlato di una “crescita esponenziale dei contagi, che non contabilizza il sommerso dei casi non dichiarati”. Nella settimana dal 29 giugno al 5 luglio, i nuovi casi di Covid registrati erano 595.349. Un aumento del 55% rispetto alla settimana precedente. Un crescita vertiginosa e che coinvolge tutte le regioni italiane. La situazione più grave riguarda la Lombardia dove l’incremento è del 95,9%. Inoltre sono cresciuti anche i decessi, che sono stati 464 rispetto a 392 della settimana precedente, in aumento del 18%. Nino Cartabellotta, medico e presidente della Fondazione Gimbe, ha spiegato che numeri del genere sono veramente preoccupanti. “Esistono reali motivi di preoccupazione perché l’occupazione dei posti letto è destinata ad aumentare nelle prossime settimane”, ha dichiarato.

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Rischiamo un “lockdown di fatto”

Quali potrebbero essere le conseguenze alle quali andremo incontro con un aumento di contagi così rapido? “Quarta dose al palo e con grandi differenze regionali nelle coperture e un’alta percentuale di popolazione sintomatica o isolata, che rischia di determinare un ‘lockdown di fatto’ su vari servizi, inclusi quelli turistici”. Nino Cartabellotta ha spiegato che ora è necessario accelerare la vaccinazione con la quarta dose per i più fragili ed inoltre “è indispensabile contenere la circolazione virale usando le mascherine”.

 

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