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Caso Denise Pipitone, nuovi spunti di indagine dall’ex pm Angioini

Emergono nuovi spunti di indagine nel caso legato alla scomparsa di Denise Pipitone. A parlare è l’ex pm Angioini, sotto processo a Marsala per le false informazioni al pm nell’ambito delle indagini sul presunto sequestro della bambina. In questo articolo vi riportiamo tutte le ultime notizie sul caso che ha sconvolto l’opinione pubblica italiana. (Continua dopo la foto…)

La scomparsa di Denise Pipitone

Il caso legato alla scomparsa di Denise Pipitone è un fatto di cronaca avvenuto all’inizio degli anni duemila che ha monopolizzato l’attenzione dell’opinione pubblica. È inoltre uno dei casi più lunghi nella storia giudiziaria italiana, oltre ad essere uno dei più costosi (più di 30 milioni di euro).
Il caso risale alla mattina del 1º settembre 2004, quando la piccola Denise Pipitone, nata dalla relazione extraconiugale tra Piera Maggio e Pietro Pulizzi, scomparve da Mazara del Vallo, mentre inseguiva un suo cuginetto. La piccola fu vista l’ultima volta dalla zia alle 11:45 sul marciapiede in strada. L’allarme fu dato stesso quel giorno. Da allora le indagini indicano come causa della sparizione il rapimento. Nel corso degli anni ci sono stati vari avvistamenti, di cui il più importante è sicuramente quello del 18 ottobre 2004 a Milano, quando la guardia giurata Felice Grieco notò una bambina molto somigliante a Denise in compagnia di alcuni zingari davanti ad un istituto bancario. Sono passati, però, circa 17 anni e Denise non è stata ancora ritrovata. (Continua dopo la foto…)

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denise pipitone piera maggio

Nuovi spunti di indagine nel caso Denise Pipitone

Il giudice Maria Angioni, a margine dell’udienza di ieri, slittata al 25 marzo per l’assenza dei testimoni, per il processo a Marsala per false informazioni al pm, ha reso alcune dichiarazioni ai giornalisti presenti. Dalle sue parole emergono nuovi spunti di indagine sul caso della piccola Denise: “Dai tabulati emergono delle stranezze. È mancato un lavoro di polizia giudiziaria, e non del pm, che poi valuta. Le indagini sono nate dirottate verso determinate persone. Io adesso spero che qualcuno colga l’esca e vada a guardare i tabulati”.

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