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Omicidio Ziliani, finalmente ecco la verità: la confessione choc sconvolge l’Italia

Alla vigilia del primo anniversario della morte, la Procura di Brescia ha chiuso le indagini sull’omicidio di Laura Ziliani, l’ex vigilessa di Temù, scomparsa l’8 maggio di un anno fa e ritrovata cadavere l’8 agosto. Per la procura la donna sarebbe stata uccisa da due delle tre figlie, Paola e Silvia Zani, 20 e 27 anni, e dal calolziese Mirto Milani, fidanzato della maggiore. In queste ore ci sarebbe stata però un’ulteriore svolta sul caso: Milani avrebbe rilasciato delle confessioni choc al suo compagno di cella. (Continua a leggere dopo la foto)

Omicidio Ziliani, finalmente ecco la verità: la confessione choc sconvolge l’Italia

Mirto Milani, omicida di Laura Ziliani insieme alle figlie della donna Paola e Silvia, ha confessato al compagno di cella la dinamica del delitto. L’uomo, un 50enne recluso per reati fiscali, ha deciso di raccontare tutto agli inquirenti: “L’ho fatto per una questione etica, quello che hanno commesso è mostruoso”. Il detenuto ha poi aggiunto: Mirto Milani mi ha detto che c’è il dubbio che sia stata seppellita viva nella buca scavata a fianco del fiume Oglio, senza che loro ne fossero certi. Laura aveva convulsioni lunghe”. Stando a quanto confessato dall’omicida, avrebbero provato a stordirla con un muffin ai mirtilli farcito di benzodiazepine. Che comunque non è bastato a far crollare Laura Ziliani, nella sua casa di Temù (Brescia). Inutili anche i tentativi di soffocarla, a mani nude e con un sacchetto di plastica sopra la testa: l’ex vigilessa ancora si muoveva. Per questo il dubbio che sia stata seppellita viva resta. (Continua a leggere dopo la foto)

Il movente del folle gesto

Un delitto “frutto di un piano a lungo premeditato”, scrive il gip. Per il pm avevano già provato a uccidere la madre, ma senza riuscirci. Movente? Volevano appropriarsi del patrimonio di famiglia. Ora la Procura è pronta a chiedere il rinvio a giudizio. In carcere dal 24 settembre, Paola, Silvia e Mirto, sono accusati di omicidio volontario e occultamento di cadavere e non hanno mai parlato con gli inquirenti. L’unico loro atto è stato un esposto presentato alla Procura di Venezia per denunciare una fuga di notizie sul caso. Ora la confessione improvvisa al compagno di cella. Sicuramente gli inquirenti indagheranno su quanto accaduto tra i due.

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