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Profughi Ucraini cacciati dagli Hotel: il motivo è sconvolgente

Ormai in Ucraina si combatte da 100 giorni. Le truppe russe continuano ad avanzare nell’est e Zelensky ha dichiarato: “Mosca occupa il 20% del nostro territorio”. Secondo l’intelligence USA il presidente russo Vladimir Putin avrebbe un cancro in fase avanzata e a marzo sarebbe scampato a un tentativo di omicidio. Nel frattempo il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg dopo l’incontro con Biden ha annunciato: “L’Occidente si deve preparare a una lunga guerra di usura”. Tra le conseguenze della guerra anche quella legata ai rifugiati, i quali sono stati ospitati in tutta Europa. In queste ultime ore, circa 60mila persone hanno dovuto liberare gli alberghi sul mar Nero. Pioggia di critiche per il governo di Sofia. Vediamo le motivazioni alla base di questa scelta. (Continua a leggere dopo la foto)

Profughi Ucraini cacciati dagli Hotel: il motivo è sconvolgente

In questi 100 giorni di guerra moltissimi civili ucraini hanno lasciato le loro case per trovare rifugio in terra straniera. In queste ultime ore il governo di Sofia ha ricevuto moltissimi critiche per una decisione presa nei confronti di diversi rifugiati. Migliaia di rifugiati ucraini in Bulgaria sono stati costretti ad abbandonare in fretta e furia le strutture alberghiere nelle quali avevano trascorso gli ultimi mesi. La decisione è stata presa dal governo di Sofia dopo che lo stesso primo ministro bulgaro, Kiril Petkov, si era lamentato delle condizioni “di lusso” garantite agli ucraini ora costretti a lasciare gli alberghi per lasciare il posto ai turisti. Tutto ciò nei prossimi giorni lascerà molte di queste persone senza un tetto, le quali saranno costrette a vagare per le strade della città. Una volta appresa la notizia, le associazioni a tutela dei rifugiati hanno chiesto le dimissioni della vicepremier Kalina Konstantinova, ritenuta la responsabile dell’assurdo gesto nei confronti dei rifugiati. (Continua a leggere dopo la foto)

Le parole di Kalina Konstantinova

La vicepremier Kalina Konstantinova si è difesa spiegando di aver fornito degli alloggi alternativi ai profughi, ma che solo 300 persone hanno accettato il trasferimento. Poi ha dichiarato: “Sono capricciosi. Non possiamo pagare pullman che partono vuoti”. La Konstantinova, per porre fine all’emergenza, ha predisposto un piano per spostare i rifugiati dalla costa all’entroterra. Il problema, sottolineano le associazioni umanitarie, è che i rifugiati non hanno avuto informazioni adeguate su dove sarebbero stati trasferiti: “Nessuno andrebbe con il proprio figlio in un luogo sconosciuto. Questo è l’istinto di ogni madre. E nessuno può permettersi di minacciare le persone bisognose che cercano riparo, cibo e assistenza sanitaria”. Dopo queste affermazioni la vicepremier ha aggiunto: “Voglio scusarmi con quei cittadini bulgari e ucraini che si sono sentiti colpiti dalle mie parole. Questo non era il mio obiettivo”. 

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