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Variante Omicron, sei diversi studi lo confermano: le differenza con quella Delta

I contagi da Covid-19 continuano ad aumentare e in Italia tornano le prime zone gialle e arancioni. La campagna vaccinale continua a gonfie vele: tantissime le dosi booster già iniettate. A preoccupare gli esperti è sempre la nuova variante Omicron, la quale starebbe sostituendo giorno dopo giorno quella Delta, diventando così dominante. Anche se questa mutazione contagia molto di più delle varianti del passato, il nuovo virus avrebbe maggiori probabilità di infettare la gola rispetto ai polmoni provocando così una malattia più leggera e meno letale. Diversi sono gli studi che lo provano. (Continua a leggere dopo la foto)

Variante Omicron, sei diversi studi lo confermano: le differenza con quella Delta

Buone notizie sulla variante Omicron giungono dal quotidiano britannico The Guardian. Attraverso diversi studi su questa nuova mutazione, gli esperti hanno scoperto che Omicron non danneggia i polmoni delle persone come facevano la variante Delta e tutte le altre precedenti varianti del Covid-19. Gli studi però dovranno essere sottoposti a revisione paritaria da parte di altri scienziati. Nel frattempo, come riportato da Il Giornale, il professore di virologia presso l’University College di Londra, Deenan Pillay, ha ammesso: «Il risultato di tutte le mutazioni che rendono Omicron diverso dalle varianti precedenti è che potrebbe aver alterato la sua capacità di infettare diversi tipi di cellule». Dunque, Omicron sembra infettare maggiormente il tratto respiratorio superiore, le cellule della gola e per questo più trasmissibile ma meno pericolosa: «Questo è un risultato preliminare ma tutti gli studi puntano nella stessa direzione. Un virus che è bravo a infettare il tessuto polmonare, invece, sarà potenzialmente più pericoloso ma meno trasmissibile». (Continua dopo la foto)

Dati Covid-19 oggi 3 Gennaio 2022

Nel nuovo bollettino del ministero della Salute sul Covid in Italia crescono i contagi, i morti e la pressione sugli ospedali. Su quest’ultimo fronte si registra un’altra impennata dei ricoveri ordinari, quasi 600 in più di ieri, seguita dalla crescita, più contenuta, delle terapie intensive. L’unico indicatore in calo è il tasso di positività che diminuisce rispetto a ieri quando aveva superato il 20%, ma resta sempre alto (15,3%). Come riportato da Quotidiano.net, sono 68.052 i nuovi casi su 445.321 tamponi effettuati e 140 i morti. Forte rialzo dei ricoveri (+577), su anche le terapie intensive (+32). Oltre 13mila in Lombardia, 8mila in Emilia-Romagna, Toscana +6.952, Campania +6.653, Veneto +6.468, Marche +519.

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