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Fabrizio Biggio parla dopo la fine di “Viva Rai2”, poi la rivelazione su Fiorello

Personaggio tv. “E mo’ che faccio?”. Fabrizio Biggio parla dopo la fine di “Viva Rai2”, poi la rivelazione su Fiorello – Due colpi di fulmine per Fabrizio Biggio: Valentina De Ceglie, la moglie, e Francesco Mandelli, l’altro idiota. Sono queste le due persone con cui lui ha litigato ferocemente (è stato separato dalla moglie 3 anni e mezzo, dall’amico per 7) e con le quali poi ha ritrovato l’idillio. Al «Corriere della Sera», il noto comico l’ha detto chiaramente: «Gli stessi problemi che avevo con mia moglie li avevo con Francesco: ero io il problema, non loro. Ma lo capisci dopo. Mi ha aiutato l’analisi: quando cambi te stesso, cambi anche il mondo intorno a te». Fabrizio Biggio ha rivelato anche un retroscena inedito su Fiorello. (continua a leggere dopo le foto)

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Fabrizio Biggio parla dopo la fine di “Viva Rai2”, poi la rivelazione su Fiorello

Fabrizio Biggio non sognava di fare l’attore e ha raccontato: «In realtà io volevo fare lo scenografo. Per diversi anni ho lavorato nei teatri come tecnico audio e video, ma soprattutto mi piaceva costruire: avevo preso da mio nonno che era ingegnere e in cantina aveva qualunque tipo di attrezzo. Passare da tecnico a scenografo però non è facile, e io ho fallito miseramente». Ha provato anche la carriera di vignettista: «Il mio primo lavoro è stato il fumettista per un rivista di caccia e pesca, 50 mila lire a vignetta. Le portai anche a Staino che mio padre conosceva, e lui fu sincero: guarda, lascia stare». (continua a leggere dopo le foto)

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Fabrizio Biggio ripercorre la sua carriera: decisivo Fiorello

«La mia è una carriera piena di casualità, mi ha sempre aiutato l’entusiasmo degli altri. Sono un po’ remissivo, quando non mi capita niente non lotto, ma aspetto. Non ho la spinta a spaccare tutto, pur amando questo mestiere. Insomma un po’ di talento ce l’ho, qualcosa so fare, ma ho avuto anche fortuna», ha spiegato Biggio al «Corriere della Sera». Poi qualche parola sul successo de «I soliti ignoti»: «Un po’ di idiozia, nel senso di leggerezza, nella vita ci vuole. Lo diceva anche Battiato: Vivere non è difficile potendo poi rinascere. Cambierei molte cose, un po’ di leggerezza e di stupidità. Io e Francesco trattiamo con grande empatia e affetto le maschere che abbiamo portato in scena. Raccontiamo, esagerandolo, anche quello che in fondo siamo tutti noi». A seguire per lui un periodo complicato, di cui Biggio ha parlato con franchezza al giornale.

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