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Caso Yara Gambirasio, prima udienza per la vicenda dei reperti: cosa sta succedendo

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Social. Caso Yara Gambirasio, prima udienza per la vicenda dei reperti: cosa sta succedendo. La 13enne Yara Gambirasio scomparve nel nulla il 26 novembre 2010 e poi venne ritrovata assassinata il 26 febbraio 2011. Il caso ha assunto una grande rilevanza mediatica, oltre che per la giovane età della vittima, anche per l’efferatezza del crimine e per diversi avvenimenti verificatisi nel corso delle indagini. Il relativo procedimento giudiziario si è concluso il 12 ottobre 2018 con la condanna definitiva all’ergastolo di Massimo Giuseppe Bossetti, muratore di Mapello, accusato di aver commesso l’omicidio in seguito a un’aggressione sessuale. In questi giorni però si è tornati in tribunale per quanto riguarda una presunta manomissione delle prove. (Continua a leggere dopo la foto)

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Caso Yara Gambirasio, prima udienza per la vicenda dei reperti: cosa sta succedendo

Nella giornata di ieri, 16 Novembre 2022, si è svolta a Venezia la prima udienza davanti al gip Scaramuzza per la vicenda dei reperti del caso di Yara Gambirasio. Si discute l’opposizione della difesa di Massimo Bossetti alla richiesta della Procura di Venezia di archiviare il fascicolo che vede indagati per frode in processo e depistaggio il presidente della Prima sezione penale del tribunale di Bergamo, Giovanni Petillo, e la responsabile dell’Ufficio corpi di reato, Laura Epis. Come riportato da Il Giorno, “per la Procura veneziana, dalle verifiche effettuate e dalla testimonianze raccolte, non è emersa da parte degli indagati alcuna volontà di distruggere né alcuna intenzione di lasciare che si deteriorassero i 54 campioni con il Dna estratto dagli slip e dai leggings di Yara”. Questa conclusione però non ha convito gli avvocati di Bossetti, che voglio venderci chiaro e per questo tutto è finito di nuovo in tribunale. (Continua a leggere dopo la foto)

Prossimo incontro fissato per il 30 novembre

Per l’avvocato difensore di Massimo Bossetti, Claudio Salvagni, come riportato da Il Giorno, lo spostamento delle provette dal San Raffaele all’Ufficio corpi di reato avrebbe interrotto la catena del freddo compromettendo irrimediabilmente lo stato di conservazione dei reperti, che sarebbero stati idonei per nuove analisi. Nell’udienza il legale ha chiamato ancora una volta in causa il pm di Bergamo Letizia Ruggeri che dopo i tre gradi di giudizio chiese e ottenne la confisca dei reperti del caso Yara. Dunque, la situazione resta delicata. Ora, dopo il primo incontro del 16 Novembre 2022, l’udienza è stata aggiornata al 30 novembre. In questa occasione interverranno i vari difensori. Per scoprire come andrà a finire, non ci resta che attendere l’esito del prossimo incontro.

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