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«Rischio tumori». L’azienda americana ritira medicinali per il diabete contaminati

SOCIAL. Famarci per il diabete contaminati da sostanze che sono cancerogene per l’uomo. Dopo la scoperta la società ha presentato un rapporto alla Food and Drug Administration degli Stati Uniti che conferma la causa principale: la presenza di una nitrosammina in alcuni lotti dei farmaci.

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Famarci per il diabete contaminati

L’azienda americana, Merck & Co (MRK.N), scopre che i suoi famosissimi farmaci per il diabete sono in realtà molto pericolosi. Sembra infatti che siano stati contaminati da un potenziale cancerogeno e si ritiene di poter risolvere il problema entro la fine dell’anno, riferisce Bloomberg News. La società presenta un rapporto alla Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti e ad altri regolatori dopo aver identificato la causa principale del danno. Gli esperti sono riusciti ad identificare la presenza di una nitrosamina chiamata NTTP in alcuni lotti dei farmaci. Sulla base di test di laboratorio, secondo la FDA, la NTTP appartiene alla classe dei composti nitrosammine. Alcuni dei quali sono classificati come probabili o possibili cancerogeni per l’uomo. «L’impurità è sorta principalmente durante lo stoccaggio, così come durante la produzione», dichiara Bloomberg News.

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L’Università dell’Arizona Health Sciences

La notizia dei faraoni per il diabete contaminati preoccupa l’interno paese. Infatti, secondo uno studio dell’Università dell’Arizona Health Sciences, le persone di età superiore ai 45 anni con diabete di tipo 2 trattate con farmaci anti-iperglicemici hanno un rischio maggiore di sviluppare la sclerosi multipla. In particolare tra le donne. Tuttavia, lo studio ha anche scoperto che nelle persone di età inferiore ai 45 anni, l’esposizione agli anti-iperglicemici ha effettivamente ridotto il rischio di sclerosi multipla. «I nostri risultati rafforzano la necessità di un approccio di medicina di precisione per prevenire la SM in queste popolazioni vulnerabili». Lo afferma la ricercatrice capo Kathleen Rodgers, Ph.D., direttrice associata delle neuroscienze traslazionali presso il Center for Innovation in Brain Science.

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