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Il caso Roberta Ragusa potrebbe riaprisi dopo 11 anni: ecco il nuovo scioccante elemento

Omicidio Roberta Ragusa

Social. Il caso Roberta Ragusa potrebbe riaprisi dopo 11 anni. Se questo fosse vero sarebbe davvero uno scoop clamoroso. Già fissata infatti, al prossimo per dicembre 2022, l’udienza sull’istanza di revisione della sentenza di condanna presentata dai legali di Antonio Logli, il marito di Roberta.

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Il caso Roberta Ragusa

Roberta Ragusa sparì nel nulla la notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012 dalla sua casa di Gello di San Giuliano Terme, vicino a Pisa. Impossibile trovare il corpo, nonostante le numerose ricerche. Dopo 11 anni quindi il caso potrebbe riaprirsi per una nuovo elemento emerso.

Omicidio Roberta Ragusa

Gli elementi che condannarono Antonio Logli

Per tutti questi anni, il colpevole secondo la legge è sempre stato Antonio Logli, il marito di Roberta, che dal canto suo si è sempre dichiarato innocente. Il corpo non è mai stato trovato ma gli elementi che hanno portato alla condanna di Logli sono molteplici. Il primo riguarda la sospettosa scelta di allontanare la propria auto, sottraendola al controllo dei cani molecolari e giustificando l’azione con un guasto importante da riparare quanto prima. La seconda è la sue relazione extraconiugale con Sara Calzolaio, baby-sitter dei suoi figli e dipendente della scuola guida di famiglia. Dopo un’attenta analisi delle mail e dei messaggi risulta infatti che la Calzolaio voleva vivere la relazione alla luce del sole ma questo Antonio Logli non lo voleva accettare. Ultimo elemento, ma non per importanza sono le testimonianze di due persone, un giostraio e sua moglie. La notte del 14 gennaio si trovavano in via Gigli, all’uscita dai campi della famiglia Logli. I due raccontano agli inquirenti di aver visto un uomo somigliante a Logli trascinare in auto, contro la sua volontà, una donna con indosso un pigiama rosa. La descrizione dell’auto corrisponderebbe a quella dell’uomo.  

Omicidio Roberta Ragusa

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La nuova testimonia del caso di Roberta Ragusa

Oggi, un nuovo elemento viene portato avanti fino ad avvallare una tesi: Roberta Ragusa è fuggita all’estero? Alla base di questo ragionamento si sono le dichiarazioni della stessa vittima scritte sul suo diario segreto. Quest’ultimo contiene appunto una pagina della stessa Roberta Ragusa che testimonierebbe la sua volontà di cambiare vita. La tesi dell’allontanamento volontario è sostenuta anche dai figli di Ragusa, certi dell’innocenza del padre. Per nulla convinto, invece, l’avvocato Nicodemo Gentile che ha rappresentato la parte civile a nome dell’associazione Penelope. «Che Logli sia colpevole lo dice la giustizia italiana – ha dichiarato al quotidiano La Nazione – la vicenda di Roberta deve portare molte donne vittime di violenza psicologica a denunciare la loro situazione».

Tra qualche giorno sapremo se il caso di Roberta Ragusa sarà riaperto oppure no.

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