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Mario Monti, tremenda profezia sull’Italia: “Infiniti lutti”

La crisi di governo incalza in Italia. Mario Draghi si è dimesso da presidente del Consiglio. Adesso la decisione spetta a Sergio Mattarella. Nuovo governo o nuove elezioni. I partiti, però, sembrano essere pronti per andare alle urne. Nel frattempo, Mario Monti, ex premier, si lascia andare ad una tremenda profezia. In questo articolo vi riportiamo le parole dell’ex presidente del Consiglio. (Continua dopo la foto…)

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Chi è Mario Monti

Mario Monti, nato a Varese il 19 marzo 1943, è un politico, economista e accademico. È senatore a vita dal 9 novembre 2011 ed è stato presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013, conservando inizialmente l’incarico anche di Ministro dell’economia e delle finanze. Ha in seguito rassegnato le dimissioni il 21 dicembre dello stesso anno, rimanendo in carica per il disbrigo degli affari correnti. È stato anche Ministro degli affari esteri dal 26 marzo al 28 aprile 2013. È presidente dell’Università Bocconi dal 1994, è stato commissario europeo per il mercato interno tra il 1995 e il 1999 nella Commissione Santer e sotto la Commissione Prodi ha rivestito il ruolo di commissario europeo per la concorrenza fino al 2004. (Continua dopo la foto…)

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La tremenda profezia

Mario Monti cita l’Iliade di Omero per definire il momento vissuto dal paese e soprattutto quello che ci aspetta: “Cantami, o Diva, del Pelìde Achille, l’ira funesta che infiniti addusse lutti agli Achei…”. Infiniti lutti che potrebbero colpire anche il nostro paese, destinato alle elezioni. “Questa è una crisi potenzialmente in grado di provocare gravi danni e ‘infiniti lutti’ – dichiara Monti – Ma che, per fortuna, è contenibile negli effetti di cui è capace. Può essere gestita in modo da mitigarli“.

L’ex premier si lascia poi andare ad una serie di profezie di sventura: “L’Italia rischia molto, perché il nostro peso nell’attivo della Bce, cioè i crediti nei confronti dello stato sotto forma dei titoli pubblici, è elevato. C’è un problema strutturale per cui l’Italia, più che altri Paesi, dovrà adeguarsi alla nuova fase che s’ inizia. Certo sarà graduale, procederanno coi reinvestimenti, tuttavia meno titoli di stati entreranno nel portafoglio della Bce. Dobbiamo abituarci ad andare a finanziarci di più sul mercato e a contare meno sulla Bce. Certo, la soluzione ottimale sarebbe continuare a ridurre il fabbisogno. All’estero si chiederanno se vogliamo lo scudo per quando ci puniscono ingiustamente o se lo chiediamo per essere protetti dagli strani comportamenti della politica nazionale”.

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