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Covid a Capodanno 2023, Brusaferro: «Non c’è ragione di preoccuparsi»

Covid Capodanno 2023

Situazione Covid a Capodanno 2023, bisogna preoccuparsi? Ecco quindi che l’ultimo dell’anno è giunto alle porte e mentre si festeggia, si prepara e ci si riunisce ci si chiede anche se è il caso di farlo. La paura per il Covid non si è placata e quindi si vuole avere la sicurezza che la situazione ora sia sotto controllo. Ecco allora che Silvio Brusaferro rassicura la popolazione dicendo: «Non c’è ragione di preoccuparsi e di rinunciare a programmi di vacanze».

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Situazione Covid per il Capodanno 2023

Silvio Brusaferro interviene sulla situazione Covid per il Capodanno 2023 garantendo sicurezza per quanto riguarda il contagio. Bisognerà comunque mantenere un occhio di riguardo per le persone anziane e i fragili, attraverso la mascherina nei luoghi affollati e il vaccino ma, per questo capodanno «non c’è ragione di preoccuparsi e di rinunciare a programmi di vacanze». Il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), intervistato dal Corriere della Sera“, dipinge un quadro rassicurante. Infatti dichiara: «I casi di positività stanno scendendo. I ricoveri in ospedale sono stabili nei reparti di terapia intensiva mentre si stanno riducendo nelle aree mediche». La «maggiore serenità» con cui siamo adesso in grado di affrontare il futuro, spiega, è dovuta a «una copertura immunitaria piuttosto alta. La popolazione è bene immunizzata, perché ha ricevuto le dosi o per aver contratto l’infezione». Quando poi la vaccinazione si combina a una pregressa infezione, si ottiene la cosiddetta immunità ibrida, altamente protettiva. «Si è visto che, assieme ai cicli completi di vaccinazione, garantisce la massima protezione contro l’infezione da Sars-CoV-2», spiega il presidente dell’Iss.

Covid Capodanno 2023

Il sistema di sorveglianza è forte e bene strutturato

La situazione Covid per Capodanno 2023 spaventa in modo velato ma Silvio Brusaferro rassicura gli Italia dicendo che il livello di sicurezza ottenuto è sufficiente. Il sistema di sorveglianza è forte e bene strutturato anche per quanto riguarda le varianti. Ecco infatti che i òreisntete sottolinea: «La rete di sorveglianza italiana, collegata a quella internazionale, sta rilevando sottotipi della variante Omicron, che circola in Italia da circa un anno. Niente di nuovo, finora, per noi». Questo vale anche per la variante Gryphon, conosciuta come BXX, che nel corso del 2021 ha colpito duramente gli Stati Uniti. Brusaferro difatti precisa: «Questo ceppo è stato segnalato già da qualche tempo a livello internazionale e anche da noi è stato isolato. Appartiene alla famiglia del virus Omicron ed è in fase di studio l’impatto che potrebbe avere dal punto di vista sanitario. Da noi comunque la copertura immunitaria è elevata e non dobbiamo scordare che i nuovi vaccini disponibili contengono anche la variante Omicron oltre a quella originaria di Wuhan».

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