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Diletta Leotta, piovono critiche contro i cambiamenti apportati a DAZN

DAZN è un servizio a pagamento di video streaming online, sia in diretta che on demand, di eventi sportivi. Uno dei volti noti della piattaforma è quello di Diletta Leotta, la conduttrice segue spesso da bordo campo tutti gli eventi più importanti della Serie A. Da questa stagione calcistica 2021/22 DAZN sta trasmettendo tutta la Serie A TIM per un totale di 10 partite a giornata (7 in esclusiva e 3 in co-esclusiva) a cui si aggiungono tutte le partite di UEFA Europa League e i migliori match della UEFA Conference League. In queste ore, la piattaforma avrebbe deciso di cambiare qualcosa nel suo abbonamento e questa notizia ha scatenato i numerosi abbonati, i quali hanno detto la loro sui social. (Continua a leggere dopo la foto)

Diletta Leotta, piovono critiche contro i cambiamenti apportati a DAZN

Il volto noto di DAZN Diletta Leotta sommersa dalle critiche social per un cambiamento che l’azienda per cui lavora avrebbe deciso di apportare all’abbonamento. In pochi istanti DAZN è finito in tendenza su Twitter e anche sugli altri social network. Dopo aver appreso l’ultima novità da parte della nota piattaforma streaming, gli abbonati hanno espresso la loro rabbia sui social. Sebbene manchi ancora la conferma ufficiale, sembra ormai certo che da dicembre 2021 non si potranno più vedere i contenuti della tv in streaming su due dispositivi contemporaneamente. Il che costringerà quanti si erano accordati per condividere l’abbonamento a rivedere i propri progetti. (Continua a leggere dopo la foto)

Lo sfogo sui social

La maggior parte dei tifosi lamenta il fatto che le condizioni contrattuali di DAZN potrebbero essere stravolte. In molti post su Twitter, infatti, si legge cosa recita il contratto fino ad ora: «Potrai guardare due contenuti uguali o differenti  allo stesso momento e su due dispositivi diversi». Gli abbonati sembrano pronti alla lotta: «Le famose associazioni dei consumatori devono mettersi l’elmetto e andare in guerra». Poi tra gli altri commenti si legge: «Se questo fosse vero sarebbe necessaria una rivoluzione degli abbonati, già sfiancati da un servizio spesso imbarazzante. Vediamo se i club di Serie A stavolta tuteleranno i tifosi» e ancora «Dimmi che vuoi fallire senza dirmi che vuoi fallire».

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