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Allarme influenza negli Usa, oltre 6 milioni di casi e quasi 3mila morti: la situazione in Italia

Non buone notizie arrivano dall’estero, allarme influenza negli Usa. Gli Stati Uniti sono alle prese con un inizio di stagione influenzale particolarmente virulento. Come riferisce l’«Ansa», nell’ultima settimana, secondo la rilevazione periodica dei Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), in quasi tutto il Paese l’intensità delle sindromi simil-influenzali è classificata come alta o molto alta. Leggi anche l’articolo —> Influenza e Covid, arriva l’indicazione di Massimo Galli: le sue parole

Allarme negli Usa, oltre 6 milioni di casi di influenza e quasi 3mila morti

Brutta influenza negli Stati Uniti. Secondo l’Ansa, che riferisce i dati dei Centers for Disease Controll and Prevention (Cdc), in poco più di un mese sono 6,2 milioni le persone che negli Usa hanno contratto l’infezione, 53mila quelli ricoverati e 2.900 quelli deceduti; tra questi ben 12 sono bambini. La stagione influenzale è caratterizzata da un numero molto alto di ricoveri. Scrive l’Ansa: “Nella scorsa settimana 11,3 persone ogni 100mila sono finite in ospedale a causa dell’influenza: si tratta del tasso più alto registrato in questa settimana dell’anno dal 2010-2011, quando i ricoveri erano oscillati tra lo 0,1 e l’1,4 casi per 100mila. A necessitare del ricovero sono soprattutto gli over-65 (25,9 casi per 100mila) seguiti dai bambini con meno di 4 anni (20,7)”. Quali sono i virus influenzali circolanti al momento? Quelli di tipo A sono preponderanti con oltre il 99% dei casi. Nello specifico tre quarti dei contagi sono causati dal virus A/H3N2. (continua a leggere dopo le foto)

Qual è la situazione nel nostro Paese?

Qual è invece la situazione epidemiologica in Italia? Nel nostro paese la campagna d’immunizzazione contro l’influenza stagionale prosegue non a passi spediti. Come rivela un sondaggio che Sanofi ha affidato a Ipsos, la media risulta più alta al Sud, dove i vaccinati raggiungono il 44% del totale, mentre resta più bassa nelle regioni del Centro, dove si è vaccinato un anziano su 5 (20%). Numeri decisamente lontani da quelli che gli esperti si attendevano. L’obiettivo minimo fissato dal ministero della Salute per le popolazioni target era del 75%. E sono proprio questi dati a preoccupare medici e scienziati che hanno detto che la stagione influenzale prevista questo inverno sarà la più insidiosa dal 2020. (continua a leggere dopo le foto)

Pregliasco: “Il picco epidemico dei virus influenzali è atteso più in là, a fine dicembre”

“Quelli che circolano ora sono virus respiratori che danno sintomatologia simile all’influenza, ma il picco epidemico dei virus influenzali è atteso più in là, a fine dicembre”, ha affermato Fabrizio Pregliasco, professore associato di Igiene Generale e Applicata, Università degli Studi di Milano e Direttore sanitario dell’Irccs Galeazzi – Sant’Ambrogio. L’esperto ha poi aggiunto: “Sebbene ci sia ancora tempo per vaccinarsi contro l’influenza, è bene farlo subito poiché la risposta immunitaria alla vaccinazione impiega circa due settimane per svilupparsi pienamente”. (continua a leggere dopo le foto)

Allarme influenza negli Usa, boom di ricoveri: cosa sta accadendo invece in Italia

“La vaccinazione antinfluenzale è raccomandata per tutte le persone dai 60 anni in poi indipendentemente dalla presenza o meno di condizioni di cronicità, poiché l’avanzare dell’età è in sé un fattore di maggior suscettibilità alle infezioni. Al di sotto di questa soglia d’età è bene che si vaccini chi soffre di malattie croniche, anche non di natura respiratoria, poiché è dimostrato che va in contro a un rischio maggiore di forme gravi d’influenza”, ha rimarcato Pregliasco. Leggi anche l’articolo —> Covid o influenza stagionale? Come capire di cosa si tratta

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