
Chi ha avuto l’influenza almeno una volta nella vita conosce i sintomi classici: febbre alta, brividi, dolori muscolari, stanchezza estrema. Ma cosa succede quando tutti questi segnali si presentano tranne la febbre? È ancora influenza? La risposta è sì. L’influenza senza febbre esiste, anche se meno frequente, e può essere altrettanto debilitante quanto quella tradizionale. Molte persone tendono a sottovalutare i sintomi influenzali in assenza di febbre, credendo si tratti di un semplice raffreddore. Ma l’influenza può manifestarsi anche in forma “silenziosa”, colpendo senza l’aumento della temperatura corporea. Questo tipo di influenza, più insidiosa e difficile da riconoscere, può essere causa di trasmissione inconsapevole del virus, proprio perché chi ne è colpito continua spesso a svolgere attività quotidiane. (Continua dopo le foto)
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I sintomi più comuni dell’influenza senza febbre
L’influenza senza febbre può essere facilmente confusa con altre infezioni virali. I sintomi che si presentano più frequentemente includono:
- Mal di gola
- Tosse secca o grassa
- Congestione nasale
- Stanchezza intensa
- Dolori muscolari e articolari
- Mal di testa
- Brividi leggeri
Anche in assenza della febbre, questi segnali indicano chiaramente che l’organismo sta combattendo un’infezione. Come spiegano i virologi, la febbre è solo una delle risposte del sistema immunitario. Alcuni individui, come anziani, bambini piccoli o soggetti immunocompromessi, potrebbero non sviluppare febbre anche in presenza di infezioni significative. In altri casi, il virus può essere meno aggressivo o il sistema immunitario riesce a contenerlo senza alterare la temperatura corporea. (Continua dopo le foto)
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Perché è importante non sottovalutarla
Senza febbre, si rischia di confondere l’influenza con un semplice raffreddore, continuando la vita di tutti i giorni. Questo comportamento non solo prolunga la durata della malattia, ma aumenta anche il rischio di contagiare altri. È importante ricordare che anche un’influenza lieve può portare a complicanze respiratorie, soprattutto nei soggetti fragili. Come conferma la Società Italiana di Medicina Generale, una diagnosi precisa si ottiene solo attraverso test specifici, come i tamponi antigenici o molecolari. Tuttavia, nella pratica clinica, molti medici si affidano anche a elementi contestuali: la stagionalità, la presenza di altri casi familiari e la diffusione del virus nella comunità.
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